Rapporto sullo stato dell’ambiente/2: il
consumo di suolo.
In provincia ridotte
le aree agricole. La mappa dei 90 comuni

Il territorio lombardo presenta una notevole varietà di tipologie di suolo: dalla pianura con aree destinate a seminativi, superfici antropizzate (area metropolitana milanese), aree boschive, parchi. Nel periodo intercorso fra il 1999 e il 2005-2007 – anni in cui sono stati realizzati i due aggiornamenti di DUSAF (destinazioni uso suoli agricoli e forestali) – secondo la ricerca dell`Arpa l’utilizzo del suolo lombardo è però mutato in maniera molto evidente: da una parte si è assistito alla diminuzione delle superfici agricole (-2.9%) mentre dall`altra le aree antropizzate (quelle cioè boschive modificate dalla mano dell`uomo) hanno registrato un + 8.8%. Proseguiamo dunque con la nostra inchiesta sullo stato dell`ambiente partendo dal rapporto Arpa 2008-2009 sulla Lombardia.

La mappa del consumo
di suolo nelle varie province della Lombardia
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CONSUMO DI SUOLO
L’espansione più significativa delle aree antropizzate si è registrata nelle province di Lodi, Mantova e Brescia; la contrazione più ingente delle aree agricole nelle province di Lecco, Milano e Bergamo. I territori boscati e gli ambienti seminaturali sono aumentati nelle province di Lodi, Mantova e Pavia, provincia in cui sono cresciute anche le superfici classificate come aree umide.
La nostra superficie provinciale, consistente in 811.9 kmq, è così ripartita: 14.7% di aree urbanizzate, 16.4% di aree agricole, 59.9% di boschi e seminaturali, 0.2% di zone umide e 8.9% di fascia idrica.
Un primo confronto con le altre province lombarde permette di appurare che il lecchese, in fatto di aree urbanizzate, viene dopo solo a Monza e Brianza (55.5%), Milano (39.6%), Varese (28.7%) e Como (15.8%).
Scorrendo la mappa dei novanta comuni della provincia di Lecco, alcune caratteristiche sono facilmente individuabili ad un primo sguardo come, ad esempio, la concentrazione di aree boschive nell`area della Valsassina. La zona a sud, invece, si presenta altamente urbanizzata, specie il meratese così come quella a est del casatese.
Per visualizzare la mappa con i 90
comuni |
Merate svetta in testa alla classifica per il 51.7% di suolo urbanizzato su una superficie complessiva di 11.07 kmq. Non si tratta di certo di una novità anche perchè in quest`area sono concentrate decine e decine di aziende e attività produttive nonchè negli ultimi anni si è assisto al sorgere di complessi abitativi e veri e propri "villaggi" nella città. Le aree agricole rimaste occupano il 33.8% (zona di Brugarolo e Sartirana), i boschi e gli ambienti semi-naturali il 13.2% mentre una piccola fetta è riservata alle aree umide e idriche (bacino del lago di Sartirana). In fatto di aree urbanizzate Robbiate e Osnago si collocano attorno al 42%. Nel primo caso, il comune di Paolo Strina è praticamente diviso in due con la restante parte occupata dalle aree agricole e un 10.6% "riservato" ai boschi (zona Orane). Anche per Robbiate i campi coltivati occupano una buona fetta (35.8%) ma i boschi sono più diffusi (zona Respiro e Monte Robbio). A Lomagna le due principali tipologie (urbanizzato e agricolo) si equivalgono, 40%, mentre a Cernusco Lombardone le aree coltivate superano quelle dove si è costruito con una percentuale del 49.5% contro 40 (stessa condizione anche a Paderno).
Nel casatese a farla da padrone è Barzanò con una fra le percentuali più alte di urbanizzato (52.9%), seguito da Viganò (52.2%) e Cassago (43%). A Casatenovo l`urbanizzato, percentualmente, è superato dal terreno agricolo con i seguenti valori: 49.6% contro 34.5%; così come a Cremella (46.8% - 33.2%)
SITI CONTAMINATI
I dati relativi alla situazione regionale sullo stato del suolo sono molto chiari, e da un certo punto di vista anche preoccupanti: 618 i siti contaminati, 774 quelli bonificati e ben 1690 le aree potenzialmente a rischio di contaminazione. Insomma se da un lato ci sono stati risultati importanti con la bonifica di aree, soprattutto industriali, dismesse e pericolose, dall`altra si è di fronte a una situazione che è tutt`altro dal risolversi con zone già dichiarate contaminate e altre che lo potrebbero diventare.

La mappa dei siti
contaminati, bonificati o potenzialmente |
Per visualizzare la mappa dei siti
contaminati nei 90 comuni della provincia di Lecco |
I numeri per la provincia di Lecco si ribaltano e le aree contaminate (17) restano superiori a quelle bonificate (8). Ben 55, invece, gli insediamenti a rischio soprattutto in quelle zone dove un`attività industriale importante, magari dismessa, si trova vicino a case, corsi d`acqua, aree di pregio. Le aree che presentano un potenziale di contaminazione sono soggette a indagini e a continue analisi.

Anagrafe dei siti
contaminati — gennaio 2009 |
Nel caso in cui i test risultassero positivi si procede con interventi di bonifica come previsti dal D.Lgs. 152/2006. Come dicevamo si tratta molto spesso di siti inquinati a sequito dell`attività connessa all`adduzione di carburanti, alla conduzione degli impianti di stoccaggio e, nella maggior parte dei casi, alla presenza di aree industriali dismesse.
Continua/2
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Saba Viscardi
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Scritto da: Reuben Folse | giovedì, 06 maggio 2010 a 05:52 m.
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Scritto da: Magnus Rainey | giovedì, 06 maggio 2010 a 05:52 m.