Sarà una domenica all’insegna dei giochi di un
tempo quella del 18 aprile nel centro storico di Paderno d’Adda. La Pro Loco
comunale, in collaborazione con Legambiente e l’Associazione culturale
Antisopore e il patrocinio comunale, organizza “100 strade per giocare”,
manifestazione in programma dalle 15.00 alle 18.00. In Via Manzoni, Piazza della
Vittoria e Via al Ponte grandi e piccini potranno divertirsi e confrontarsi in
diversi giochi di abilità come “bandiera”, la “pentolaccia”, il classico tiro
alla fune e l’immancabile corsa con i sacchi, oltre ad una corsa con le
biciclette riservate ai più piccoli. È gradita la presenza di volontari che
vogliano contribuire all’organizzazione dei giochi. Per vedere il volantino
dell’iniziativa clicca qui.
Una nuova ``Lega Lombarda`` per rivendicare
il diritto di
amministrare i Comuni. Sindaci
di tutte le aree politiche dal Prefetto di
Milano a riconsegnare la ``fascia tricolore``

Un momento della manifestazione dello scorso 1 marzo di una
rappresentanza
di Sindaci davanti a Villa San Martino ad
Arcore
Un evento senza precedenti, una svolta epocale nei rapporti tra Stato Centrale e Enti Locali. Sindaci di centrosinistra, di centrodestra, di liste civiche di qualsiasi ispirazione o area di riferimento, domattina andranno a consegnare al Prefetto di Milano la fascia tricolore, simbolo dell’autonomia locale. Perché ormai di autonomia è quasi impossibile parlare a causa dei continui tagli alle risorse trasferite da Stato e Regione e, soprattutto, ai vincoli di spesa imposti da un iniquo Patto di Stabilità che né Tremonti nella versione 2001-2006 né Visco col governo Prodi né il Tremonti in carica hanno rivisto andando a inserire meccanismi premianti per i comuni virtuosi. Spesso queste dinamiche perverse sono ignote al cittadino che giustamente si rivolge al proprio Comune per le necessità o per sollecitare interventi in settori di pubblico interesse. Interventi che il Comune non può effettuare; neppure avendo i soldi in Tesoreria a causa dei suddetti vincoli di spesa. La leva della fiscalità locale è già stata in gran parte utilizzata aumentando ancor più la pressione fiscale complessiva, nonostante i proclami preelettorali che “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Le mettono, eccome, destra e sinistra. La situazione si è però fatta ormai insostenibile. Di qui la grande manifestazione di protesta di domani. I sindaci del meratese-casatese-oggionese parteciperanno in massa. Virginio Brivio ha assicurato la presenza. Concentramento alle ore 10 in Piazza San Babila e poi tutti in corteo dal Prefetto. Una giornata storica. Questa si che è la Lega Lombarda.
Di seguito il documento del sindaco di Olgiate Molgora, Alessandro Brambilla e quello del neo sindaco di Lecco Virginio Brivio.
Ecco perché aderisco all’iniziativa
Ecco perché con altri Colleghi, aderisco all’iniziativa dell’ANCI di giovedì 8 corrente con la consegna della fascia al Prefetto di Milano. Si tratta di un significativo segnale inviato dai Sindaci di qualsiasi colore politico, per evidenziare ancora una volta la palese difficoltà nel mantenimento dei servizi fondamentali e nella realizzazione di opere pubbliche Consegno quindi anch’io la fascia -per denunciare la costante difficoltà in cui ci troviamo ad operare. -per poter riprendere a fare le opere utilizzando, nel rispetto del bilancio, i soldi disponibili che sono dei nostri Cittadini -per poter dare risposte alle esigenze della comunità e garantirne i servizi -per chiedere al Governo di lasciarci amministrare i nostri Comuni, sempre nel rispetto delle regole E’ veramente difficile far capire al normale Cittadino il perché in questi ultimi due anni si è praticamente bloccata l’attività dell’Amministrazione, impossibilitata nel rispetto del Patto di Stabilità ad eseguire qualsiasi opera od investimento Alcuni dati che dimostrano l’assurda situazione in cui si trova il Comune di Olgiate Molgora -investimenti ed interventi programmati in questi ultimi anni e non attuabili per il patto € 1.413.300 -residui (economie ed importi accantonati) per opere già progettate e finanziate € 610.000 Distintamente Alessandro Brambilla |
Rilanciare il ruolo dei
Comuni Il sindaco di Lecco Virginio Brivio aderisce alla manifestazione promossa da Anci Lombardia per giovedì 8 aprile 2010 a Milano. I sindaci riconsegneranno la propria fascia tricolore al Prefetto di Milano per simboleggiare le difficoltà della loro azione, sempre caratterizzata finora da una funzione di tutela della coesione sociale. L’iniziativa vuole denunciare la difficile
situazione in cui versano gli enti locali a causa di una formulazione sbagliata
del patto di stabilità, che li costringe a ridurre sensibilimente i servizi ai
cittadini in un momento di grave crisi economica.
In particolare i Comuni della Lombardia hanno
raggiunto obiettivi di miglioramento del deficit e di minore spesa per il
personale rispetto ai Ministeri ma hanno minori trasferimenti da parte dello
Stato. I tagli alle risorse rischiano di mettere in ginocchio gli scarni bilanci
comunali, anche negli enti virtuosi, che così non riescono ad assicurare servizi
di qualità ai cittadini e alle imprese. |
Più di 500 atleti “su ruote” provenienti da quasi 50 società hanno “invaso” il Centro sportivo di Paderno d’Adda nel giorno di Pasquetta, in occasione del 5° Trofeo Primavera riservato a piccoli e grandi pattinatori iscritti alla Fihp (Federazione italiana hockey e pattinaggio).
VIDEO
Complice anche la splendida giornata di sole il trofeo nato in memoria di Angelo Sottocornola, compianto volontario dell’Asd, ha riscosso un enorme successo.


“Le gare sono iniziate un po’ in ritardo perchè abbiamo dovuto aspettare che la pista asciugasse, e a causa di qualche caduta i tempi si sono dilungati” ha spiegato il presidente Luciano Oggioni. “Tutti i partecipanti si sono divertiti moltissimo, affrontandosi in competizioni su varie distanze, dai 200 metri ai 20 Km. Gli atleti sono arrivati da tutta Italia, molti con il camper, per poter partecipare. Questi eventi puntano l’attenzione sul pattinaggio, uno sport poco considerato anche perché non compreso tra le discipline olimpiche, che invece può essere praticato senza problemi sul nostro territorio”.

Al termine della giornata di gare questi sono i risultati della classifica generale a squadre:
Questi i risultati delle singole gare del CNO (Circuito del Nord Ovest)
Categoria JUNIOR:
Maschi:
1) Melis Matteo, Asd Polisportiva Bellusco
2)
Perticaro Luca, Asp Asko Skating Concorezzo
3) Castelnuovo Maurice, Asdgp
Mobili Cantù
Femmine:
1) Piazza Arianna, Asd Polisportiva Bellusco
2) Faverio
Carlotta, Asd Polisportiva Bellusco
3) Rossini Benedetta, Asd Rinascita
Pattinaggio Ravenna

Categoria SENIOR:
Maschi:
1) Di Dio Tebastoni Daniele, Asd Scaltenigo Venezia
2)
Salvioni Luca, Asdgp Mobili Cantù
3) Tussetto Pablo Augustin, Asdh
Pattinaggio Noale
Femmine:
1) Zanotti Ylenia, Asd Forlì Roller
2) Falcone Nicoletta, Asd
Skating Club Cassano d’Adda
3) Ponzetti Cinzia, Asd Polisportiva Airoldi


Categoria ALLIEVI:
Maschi:
1) Geronazzo Brian, Asdh Pattinaggio Noale
2) Putignano
Alberto, Cardano in linea Asd
3) Paciolla Alessio, Asdp S. Mauro Torinese
Femmine:
1) Villa Greta, Asd Gruppo Imolese Pattinaggio
2) Magini
Roberta, Asd Team Roller Senigallia
3) Tiberto Daria, Asdp Bellusco
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Categoria RAGAZZI 1° anno:
Maschi:
1) Martina Leonardo, Asd Bellusco
2) Bartoli Aurelio, Asdp
Pontevecchio
3) Lanfranchi Gregorio, Skating Club Giussano Asd
Femmine:
1) Nadalini Irene, Asd Bellusco
2) Bormida Giorgia, Ssds Mens
Sana in corpore sano
3) Dossi Martina, Asd Bellusco

Il sindaco Valter Motta premia gli
atleti |
Categoria RAGAZZI 2° anno:
Maschi:
1) Fiorella Andrea, Asd Vittoria Pattinatori Torino
2)
Tiberto Carlo, Asd Bellusco
3) Montorfano Marco, Asdpg Mobili Cantù
Femmine:
1) Rossi Linda, Asd Team Roller Senigallia
2) Bonechi Giulia,
Ssds Mans sana in corpore sano
3) Franco Alessandra, Gsdp Caronno
Paderno: primo Formigoni al 50%, Penati fermo al 40%.
Hanno sfiorato il 50% le preferenze accordate al candidato regionale uscente Roberto Formigoni a Paderno d`Adda. Il principale sfidante Filippo Luigi Penati si è fermato al 40% distaccato di ben 10 lunghezze. Un divario importante soprattutto se si considera che si è in un comune marcatamente di centrosinistra. Il maggior numero di preferenze di lista sono andate al partito democratico con 491 voti. Sul secondo gradino troviamo la Lega Nord (453 voti pari al 23%), seguita dal Popolo della Libertà. A livello di coalizione, attorno al 3% si sono posizionati Vito Claudio Crimi del Movimento a cinque stelle, Savino Pezzotta dell`Udc e Vittorio Agnoletto di Rifondazione.

Paderno: no a nuove costruzioni, il Pgt
punta su riqualificazione e più vivibilità

Da sinistra il vice sindaco Renzo Rotta, l`architetto Elio Mauri e il sindaco Valter Motta
Ridurre al minimo il consumo del suolo, evitando l’edificazione
di nuove aree e promuovendo invece il recupero dell’esistente, in modo da
salvaguardare la qualità della vita e il verde pubblico in paese. Sono queste le
linee guida del Piano di Governo del Territorio del comune di Paderno,
presentato nel corso di un’assemblea pubblica nel corso della serata di lunedì
22 marzo.
A spiegare i principi generali alla base del “documento di piano”,
che riporta le disposizioni dell’attuale amministrazione sull’uso del territorio
nei prossimi 5 anni, sono intervenuti il primo cittadino Valter Motta e
l’architetto Elio Mauri, responsabile della stesura del documento. “Il
percorso che ha portato alla realizzazione del documento è stato lungo, anche
perchè la legge in merito subisce continue variazioni, ma il Pgt è un documento
molto più flessibile rispetto al vecchio Piano di governo del territorio, in
grado di dare risposte immediate e di essere modificato velocemente” ha
spiegato l’architetto Mauri.
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“Il Pgt comprende il documento di piano, espressione delle scelte politiche dell’amministrazione, il piano dei servizi che valuta le necessità del territorio in base alla diffusione di attività e strutture e il piano delle regole che comprende le norme attuative”. “La prima fase del lavoro si è concentrata sulla raccolta di informazioni sulle diverse realtà comunali, coinvolgendo i cosiddetti portatori di interesse cioè cittadini e realtà associative” ha spiegato il sindaco Valter Motta. “La maggior parte delle richieste che ci sono pervenute erano in tema di nuove edificazioni, ma la nostra scelta è quella di non consentire nuove costruzioni in modo da spingere gli interessati a rivolgersi altrove, vale a dire a riqualificare aree dismesse e trasformare aree industriali in residenziali abbattendo la volumetria”.

Il tutto preservando la vivibilità del paese attraverso la creazione di nuove aree verdi e di fruizione pubblica (vicino alla scuola dell’infanzia in fase di ampliamento e nei pressi di Via Roncà), la creazione di percorsi ciclo-pedonali (in un tragitto ideale tra la stazione e la valle dell’Adda) e la garanzia di spazi riservati ad attività pubbliche e private dotati di parcheggi adeguati.

Da sinistra l`architetto Elio Mauri e il sindaco Valter Motta |
“Abbiamo calcolato che il numero di abitanti teorici previsti dal Prg è di 4.700” ha spiegato il sindaco di Paderno, che al 31/12/2009 contava 3.929 abitanti. “Prevedendo la conversione a residenziale di due piccole aree industriali, ora attive, si potrebbe arrivare a 4.900. In tal caso il sistema dei servizi reggerebbe ma sarebbe necessario risolvere il problema della rete fognaria nell’area Imec e potenziare la scuola dell’infanzia, un progetto già in corso d’opera”.

Il documento di piano del comune di Paderno prevede inoltre alcune zone, all’interno delle aree agricole, dove chi possiede un’attività di quel genere possa edificare, secondo la legge, per evitare costruzioni “a macchia di leopardo”. Per ogni nuova costruzione sarà comunque mantenuto il limite di 0,8 metri cubi edificati per ogni metro quadro. Le tavole del documento di piano, relative ai vari aspetti della progettazione futura del territorio di Paderno, sono state esposte al pubblico prima e dopo l’incontro.
R.R.

Check-up di routine per l'ultracentenario ponte in ferro «San Michele» sull'Adda, ancora in pieno servizio come collegamento viabilistico e ferroviario, tra la sponda bergamasca di Calusco e quella lecchese di Paderno. Per tre giorni Carmelo Gentile e Antonella Saisi del dipartimento di ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, con l'ausilio di quattro persone, hanno effettuato controlli sull'entità delle vibrazioni della struttura in ferro, utilizzando, tra l'altro, 24 accelerometri.
Si tratta, in sostanza, di una sorta di collaudo, effettuato in condizioni di normale esercizio e con l'ausilio di moderne tecnologie e tecniche d'analisi. La fotografia della situazione attuale servirà per il confronto nel tempo con altre indagini che si andranno a fare.
Come da tradizione, infatti, l`edificio sacro sarà aperto al pubblico nella ricorrenza di Pasquetta, giorno in cui tempo permettendo sull`argine si riverseranno decine di persone per la tradizionale gita fuori porta o la passeggiata pomeridiana.
I turisti avranno così modo di ammirare la
scalinata che porta alla chiesetta, ripulita da rovi e sterpi.
|

Il confronto tra la maggioranza del sindaco Valter Motta e la
minoranza legata a Pdl e Lega Nord di Andrea Magella, se in sede di consiglio
comunale si esprime con toni cortesi, sulla "carta" si accende di toni polemici
quando si affrontano determinati temi, quali la gestione del denaro pubblico da
parte dell`amministrazione e le iniziative volte a promuovere il commercio. La
minoranza di "Paderno per la libertà" ha accusato l`attuale amministrazione aver
fatto scelte fallimentari che, invece di promuovere il commercio e il controllo
dei costi, si sarebbero rivelate una debacle. L`attacco è arrivato dallo spazio
riservato alla minoranza sull`ultimo numero del periodico comunale "@paderno" e
la maggioranza di "Vivere la Piazza" ha deciso di rispondere attraverso un
volantino che sarà distribuito nelle case nel corso dei prossimi giorni. Qui la
maggioranza risponde punto per punto alle accuse degli avversari politici,
evidenziando come a mettere in difficoltà il comune siano i tagli attuati in
atto dal governo e non un`ipotetica politica degli sprechi. Non manca un attacco
diretto alla politica provinciale a marchio Pdl -- Lega Nord e una relazione
dettagliata sui costi della politica a Paderno. Il volantino si chiude con
alcune considerazioni su Piano casa e rapporto con i commercianti.
Questo l`intervento della minoranza sulle pagine del periodico comunale:
Il 2009 passerà alla storia come l`anno
della crisi economica. Purtroppo non abbiamo appreso questa notizia dai mezzi di
informazione, ma l`abbiamo percepita attraverso le vicende che ci hanno toccato
da vicino. La chiusura di aziende e negozi, il ricorso alla cassa integrazione,
i licenziamenti, la perdita del lavoro da parte dei precari, la settimana corta,
la difficoltà di impiego per i giovani, le ferie obbligate hanno colpito
duramente anche la Brianza e Paderno d`Adda. Per quanti, con l`impegno politico,
hanno deciso di dedicare tempo ed energie alla propria comunità, molte sono
state le preoccupazioni e le riflessioni nella ricerca degli strumenti più
efficaci per contrastare la tendenza economica sfavorevole. Il Governo centrale
si è prodigato con ogni possibile mezzo (chi lo nega lo fa solo per propaganda).
A livello locale, la nostra lista "Paderno per la libertà", sino dalla campagna
elettorale, ha presentato un programma di rigore, di controllo dei costi, di
difesa e di rilancio del commercio e della piccola imprenditoria, proponendo, se
del caso, anche l`alienazione di edifici pubblici inutili, la gestione privata
di alcuni servizi, la gara d`appalto per ciò che è sempre stato gestito in modo antieconomico (v. Sportiva). A qualcuno ha dato fastidio, ma i fatti stanno dimostrando che così non va, ci sono troppi sprechi, troppi mutui, troppi favori, ecc.. La ricetta non avrebbe risolto tutti i problemi, alcuni dei quali oggettivamente di respiro ben più ampio delle situazioni meramente locali. Peraltro, per risolvere i danni di 20 anni di governo di sinistra a Paderno servirebbero 19 anni di centrodestra. Ma sarebbe stato un punto di svolta concreto. L`esito delle elezioni è noto. Ha vinto l`ideologia di partito. Camminando per le vie centrali di molti Comuni e limitrofi, come Arlate, Imbersago, Lomagna, Cernusco L., Osnago, si vedono centri storici curati ed eleganti, parcheggi, attività commerciali vivaci, iniziative culturali, persone impegnate per il bene della collettività, che hanno il piacere di vivere nel proprio paese, e talvolta non sono Comuni governati dal centrodestra. Ma a Paderno, da anni, conta solo prevaricare l`opposizione. Il Bilancio di previsione 2010 che abbiamo appena bocciato è la testarda ed inspiegabile difesa di scelte che il tempo ha sentenziato fallimentari. MA LE CASSE COMUNALI SONO VUOTE! E adesso? Ora che la crisi è arrivata, alla Giunta Motta non restano che le tasse o la disperata ricerca di oneri di urbanizzazione tramite la continuazione di una politica di assurda edifi cazione, senza servizi e con la deturpazione del territorio. Era meglio pensarci prima. |
Questo il contenuto del volantino diffuso
dalla maggioranza:
Premessa Cari concittadini, vi chiediamo un po` del vostro tempo per leggere queste pagine ma crediamo che sia importante anche far sentire la nostra voce per poter comunicare direttamente e liberamente con voi per informarvi correttamente e, perché no, anche per confrontarsi su argomenti che riguardano la nostra comunità. Ma la elezioni comunali non ci sono già state? La domanda sembra banale eppure a guardare i toni e gli argomenti con cui il gruppo di minoranza sta facendo propaganda sembrerebbe proprio di no. Passi per i volantini, ma la campagna elettorale sembra continuare anche su @Paderno il giornalino comunale, pagato con i soldi di tutti. Nel proporre ai gruppi consiliari la possibilità di avere uno spazio autogestito, il sindaco auspicava che gli interventi di entrambi fossero caratterizzati da moderazione e correttezza sia nei toni che negli argomenti: così non sta accadendo. Sull`informatore comunale distribuito nei giorni scorsi, infatti, compare nella pagina delle minoranze l`ennesima arringa carica di allusioni e di accuse - ovviamente non documentate - nei riguardi di chi sta amministrando questo paese. Invece di prendersela contro gli sprechi [quali poi?] perché non si ha il coraggio di dire che le difficoltà economiche del nostro comune sono legate soprattutto al taglio delle risorse che il governo centrale sta perpetrando oramai da anni? In Lombardia lo dice l`ANCI, l`Associazione Nazionale dei Comuni, attraverso il suo presidente Attilio Fontana Sindaco di Varese [Lega Nord, non un comunista] che ha minacciato di restituire le fasce tricolori ai prefetti se non si riconosce che i comuni virtuosi Lombardi non ce la fanno più. Per la minoranza, però, le casse sono vuote per colpa di chi amministra Paderno. Come se fosse colpa nostra se lo Stato ci taglia i fondi, se la Regione dimezza le risorse legate all`assistenza sociale proprio quando la crisi sta colpendo duro, se il ministero dell`istruzione taglia i fondi alla scuola pubblica (200.000€ di tagli a Robbiate quest`anno!) e le nostre scuole vengono a chiedere aiuto alle casse già vuote dei comuni, e si potrebbe continuare. E poi ci si accusa di far costruire con l`unico scopo di incassare soldi: in questo caso in effetti la minoranza avrebbe preferito che si costruisse in modo disordinato e senza incassare alcunché, con l`applica-zione integrale ed indiscriminata del Piano Casa. Possibile che l`appartenenza ad uno schieramento venga prima anche del buon senso? Una provincia utile...o niente!! Questo è stato lo slogan con cui il centrodestra ha vinto le elezioni per il governo della provincia di Lecco. Dopo poco più di 6 mesi ci sembra arrivato il momento di fare un primo punto di come vanno le cose. Il neopresidente Nava (PDL) ha pensato bene di spendere subito circa 30.000€ per rifarsi parte degli arredi ed il parquet dell`ufficio ma nel contempo ha pensato bene di risparmiare non concedendo più finanziamenti al comitato olimpico provinciale per la promozione dello sport con buona pace del campione olimpico che siede in Giunta Provinciale. Non solo, di fatto ha anche obbligato alla chiusura il Comitato per la Pace e la Cooperazione tra i popoli che, presieduto appunto dalla provincia, con l`aiuto economico di molti Comuni tra cui Paderno, e con la presenza di molte associazioni religiose e laiche, ha garantito nei cinque anni passati centinaia di migliaia di euro di cofinanziamento a progetti concreti per portare acqua, istruzione, cibo e assistenza a molte popolazioni del terzo mondo. Inoltre, visto che la priorità sulle grandi opere, per ammissione stessa della Provincia, si chiama "collegamento Lecco -- Bergamo" ecco che l`amministrazione provinciale ha cercato di far sparire i soldi già stanziati per migliorare l`incrocio Cernusco -- Merate vicino all`Esselunga per intenderci. Per fortuna, in questo caso, dopo le proteste dei sindaci interessati, il finanziamento è tornato ma è sparito definitivamente l`altro importante co-finanziamento, per un milione di Euro, per realizzare la circonvallazione Osnago -- Ronco -- Robbiate. Motivazione: non ci sono soldi. Peccato che negli stessi giorni la Provincia mettesse a bilancio 200.000€ all`anno per 5 anni per poter assumere "personale qualificato" [addetti stampa e staff del Presidente] tutte figure con competenze "specifiche" e quindi da assumersi direttamente, senza ricorrere né a graduatorie né a concorsi né, tantomeno utilizzare, competenze interne. E si, una provincia davvero utile, .....per qualcuno. I costi della politica a Paderno Si è parlato e si parla molto, anche a Paderno, dei costi della politica. Di quanto cioè costino alla comunità non tanto la macchina amministrativa quanto l`esercizio del controllo e della rappresentanza della comunità. Vogliamo contribuire anche noi a questa discussione fornendo qualche dato e qualche considerazione. Partiamo dal Sindaco: egli riceve un vero e proprio stipendio che, a Paderno, equivale a 621 € netti circa al mese. Esattamente lo stesso stipendio di 5 anni fa ed addirittura il 10% in meno di quanto percepiva il sindaco 10 anni fa quando ancora c`erano le lire. Per quanto riguarda invece i 6 assessori di Paderno, complessivamente, ricevono circa 920€ netti al mese da dividersi, appunto, in sei. I Consiglieri Comunali infine ricevono un gettone pari a 17,08€ lordi per ogni loro presenza ai Consigli Comunali, che approssimativamente sono una decina l`anno. Per completezza è doveroso aggiungere che Sindaco ed Assessori rinunciano ad ogni forma di rimborso spese, pagando di tasca propria sia le spese telefoniche che la benzina, i pedaggi, i parcheggi o quant`altro è relativo all`espletamento delle loro funzioni. Inoltre è opportuno ricordare che, per legge, sindaco ed assessori, se lavoratori dipendenti come la maggior parte di noi, hanno diritto ad alcuni giorni di permesso ogni mese per poter svolgere adeguatamente i compiti istituzionali loro assegnati. Per legge poi il comune è tenuto a rimborsare al datore di lavoro l`equivalente lordo dello stipendio di quei giorni: sindaco ed assessori, da sempre, rinunciano a questo diritto, preferendo lavorare di sera, nei fine settimana o utilizzare i propri giorni di ferie e permessi vari, proprio per non gravare sulle casse comunali, facendo risparmiare al Comune decine di migliaia di euro ogni anno; molto più quindi dei loro stessi emolumenti. Dubitiamo che lo stesso si possa dire per i rappresentanti regionali e soprattutto per i nostri parlamentari; eppure, per chi ha il compito di fare le leggi, sembra che i costi della politica e gli sprechi siano soprattutto proprio nei nostri comuni. Infatti, proprio per tagliare i cosiddetti costi della politica (auto blu, spese di rappresentanza etc, etc....), nella finanziaria 2008 è stato previsto un taglio generalizzato dei fondi da trasferire ai comuni [12.000€ stimati dal Governo per Paderno] senza guardare ai costi veri [328,18€ certificati]. Ennesima dimostrazione del fatto che si continuano a penalizzare tutti i comuni, soprattutto quelli ben gestiti, mentre dall`altro lato il governo, con il voto favorevole della Lega Nord, ha ripetutamente regalato parecchie centinaia di milioni di Euro per ripianare i debiti del malgoverno di città come Roma, Palermo e Catania....... Piano casa: quando l`essere più realisti del re può far danni. Anche della legge regionale sul cosiddetto "Piano Casa" e dell`impatto che questa legge può avere sul nostro territorio si è parlato molto e crediamo sia importante riprendere l`argomento perché ha molto a che vedere con il modello di sviluppo urbanistico che intendiamo applicare a Paderno anche in previsione dell`ormai pronto Piano di Governo del Territorio comunale. Due sono le possibilità offerte dal piano casa: - gli "ampliamenti", fino al 20%, per abitazioni mono o bifamiliari - le "sostituzioni" (ossia abbattimenti e ricostruzioni) di edifici residenziali e NON residenziali, purché ubicati in zone prevalentemente residenziali, con un aumento di volumetria fino al 30%. La prima cosa importante da sottolineare è il fatto che quanto previsto dal "Piano Casa" di Regione Lombardia va in deroga, ossia può non rispettare, i limiti e le norme urbanistiche in vigore nel piano regolatore dei comuni. Viene quindi meno per chi opera degli interventi urbanistici, l`obbligo di realizzare e cedere al comune strade, parcheggi, aree a verde, e realizzare fogne, illuminazione eccetera La Lombardia è grande e diversificata e chiunque si rende conto che la nostra Brianza ha problemi ed esigenze urbanistiche diverse dalla Valtellina o dalle pianure agricole della bassa lombarda o dai grandi centri metropolitani; è per questo motivo che, intelligentemente, i legislatori hanno previsto che ogni singolo comune verificasse ed adattasse alla propria specifica realtà quanto reso possibile dalla legge. Avvalendosi quindi di quanto previsto dalla stessa legge regionale sul "piano casa", l`amministrazione di Paderno ha deciso di imporre alcune limitazioni consentendo gli ampliamenti delle piccole abitazioni mono e bifamiliari, permettendo così ai piccoli proprietari di ampliare casa loro, qualora lo vogliano. Però, di fatto, si sono impedite le "sostituzioni" di edifici esistenti perché avrebbero consentito solo delle speculazioni edilizie a vantaggio dei soliti noti ma certo non della popolazione padernese. Simili, o anche maggiori limitazioni, sono state introdotte da tutti i comuni del meratese, compresi Missaglia e Merate governati da sindaci della Lega; eppure per la nostra minoranza queste limitazioni sono una "occasione perduta per la massima valorizzazione e riqualificazione del patrimonio edilizio" !!! Forse che, per loro, anche i sindaci di Missaglia e Merate sono di colpo diventati comunisti?! Immaginate, per assurdo, di applicare il piano casa all`area industriale dimessa dell`IMEC: quasi cento abitanti in più di quanti già previsti; e inoltre niente sistemazione di via della Rebusta, niente nuova strada, niente parcheggi, niente potenziamento della fognatura o sistemazione dei marciapiedi o illuminazione pubblica. E lo stesso succederebbe su tutti quei capannoni o vecchi immobili inutilizzati al di fuori dal centro storico, il tutto senza alcun coordinamento e pianificazione urbanistica. E` questo, assieme ad un centro abitato sommerso di automobili, il progetto urbanistico che le minoranze hanno in mente per lo sviluppo di Paderno? Speriamo di aver capito male perché questo sembra più il progetto di qualche costruttore edile senza troppi scrupoli. Lettera aperta ai commercianti di Paderno. L`amministrazione Comunale nei mesi scorsi si è attivata per ottenere la certificazione di "negozio storico" per tutti quegli esercizi commerciali che a Paderno ne avevano i requisiti. I 5 negozi riconosciuti, oltre al prestigio che questo comporta, saranno in prima fila nell`ottenere eventuali sovvenzioni e contributi regionali per progetti di riqualificazione, promozione o di sviluppo in genere. Ovviamente questo ci fa piacere perché spesso riconosce l`impegno e la dedizione di intere famiglie che, da generazioni, a Paderno si sono dedicate all`attività commerciale di vicinato. Questa buona notizia ci fornisce anche lo spunto per affrontare il complesso problema del mantenimento e dello sviluppo dell`attività commerciale nel centro storico. Noi non crediamo che sia vera ed attuabile in centro paese l`equazione "più auto uguale più clienti" eppure questa sembra l`unica proposta che proviene sia da alcuni commercianti che dalla minoranza. Gli esempi non mancherebbero e per questo siamo convinti che i problemi dei nostri negozi di vicinato siano ben altri: la concorrenza dei centri commerciali, con i loro prezzi concorrenziali e i loro comodi orari di apertura in primo luogo. Purtroppo, per i negozi di vicinato, questi centri fioriscono e si moltiplicano grazie ai molti soldi che portano ai comuni e grazie alle autorizzazioni generosamente rilasciate dalla Regione. A Paderno abbiamo da sempre rinunciato a questa tentazione, ma nulla possiamo fare per quello che capita attorno a noi. Se chiediamo alla gente perché va al supermercato e non nel negozio di paese, la risposta solitamente è "perché sono aperti anche la sera tardi quando rientro dall`ufficio" oppure "perché risparmio"; nulla a che vedere con la possibilità di poterci passare davanti in macchina! Eppure anche a Paderno ci sono attività commerciali che prosperano pur se ubicate su strade poco trafficate o senza parcheggi intorno. Il loro segreto?! Una strategia commerciale giusta, prodotti innovativi e diversi da quelli che già si trovano al supermercato, un sorriso ed una familiarità che il supermercato non offre. Ecco perché crediamo che serva un nuovo approccio per fermare l`impoverimento delle attività commerciali in paese: innovazione, fantasia e gioco di squadra. Un primo passo importante è far conoscere, soprattutto ai tanti nuovi residenti, le ricchezze e le peculiarità dei nostri negozi: ecco perché abbiamo con convinzione spinto per il riconoscimento dei negozi storici o perché nel recente passato abbiamo fatto si che la ricarica delle tessere delle mense scolastiche avvenisse in alcuni negozi comunali e non negli sportelli bancari. Ed ecco perché, anche oggi come in passato, ribadiamo la nostra convinzione che i negozi di vicinato siano una risorsa da preservare ed incentivare per Paderno mettendoci a disposizione, con chi ci sta, o con le associazioni di categoria, per promuovere e far conoscere i prodotti e le attività commerciali del paese. Certi che poi il successo od il fallimento di una attività siano in primo luogo nelle mani di chi questa attività la gestisce: per quello che possa valere e per quello che ci compete, noi come amministrazione, siamo sempre disponibili nel cercare di dare una mano. Molto di più e molto meglio che la semplice rassegnazione al "meno auto uguale meno clienti". |
Lecco: tutti i sindaci che sostengono Penati e Brivio
E’ TEMPO DI CAMBIARE!!!
I SINDACI E GLI AMMINISTRATORI LOCALI SOSTENGONO FILIPPO PENATI PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA
Serve un’alternativa alla guida della Regione. Lo diciamo come cittadini e come amministratori locali.
Come cittadini subiamo il disagio del trasporto ferroviario, una delle prime competenze della Regione: non si vedono miglioramenti sulla Milano-Lecco nonostante il raddoppio e non si fanno investimenti sulla Milano-Bergamo. Servono più treni, più pulizia, più organizzazione. Formigoni ha mai preso il treno, a parte per le cerimonie?
Come amministratori ci chiediamo perché Formigoni si ripresenti per la quarta volta alla guida della più importante regione del paese. Sappiamo per esperienza che il ricambio è garanzia di trasparenza, quando alcune persone ricoprono per troppo tempo un ruolo istituzionale i rischi che si creino posizioni di rendita personali sono alti: una questione morale sta emergendo nella nostra Regione, come insegna la vicenda Prosperini.
Come cittadini pretendiamo dai candidati, prima ancora che dai Presidenti, il rispetto delle regole e della trasparenza quali elementi fondanti di un sistema democratico.
E’ dunque tempo di cambiare. Quindici anni di centro-destra al governo della Regione possono bastare.
Ci piace nel programma di Filippo Penati l’attenzione alle famiglie ed alle giovani coppie (20 milioni di €uro in cinque anni per creare 20.000 posti negli asili nido). Ci piace la volontà di cura verso gli anziani più fragili, con la proposta di istituire un fondo regionale per la non autosufficienza. Ci piace la chiarezza di chi guarda al futuro dicendo no al nucleare - costoso e insicuro – ma sì alle energie rinnovabili e ad un piano per portare la banda larga in tutto il territorio lombardo. Ci piace la volontà di dotare la Regione di una vera politica industriale per creare posti di lavoro attraverso il sostegno alle reti tra imprese e laboratori di ricerca delle università, mediante un più facile accesso al credito per le piccole imprese e con un potenziamento della formazione professionale.
Da Amministratori ci piace l’attenzione di Filippo Penati per i Comuni, anche attraverso l’introduzione di incentivi per chi fornisce risultati migliori e disincentivi per chi è inefficiente: soldi a chi amministra bene, non a chi è “amico degli amici”.
Gran parte dei provvedimenti legislativi che toccano concretamente la nostra vita sono decisi dalla Regione, non dallo Stato. Per questo ti chiediamo di andare a votare: se vuoi cambiare, puoi farlo.
Dai forza al cambiamento, vota per FILIPPO PENATI Presidente
E’ TEMPO DI CAMBIARE!!!
seguono firme:
TENTORI MARIO di BARZAGO
STEFANO MOTTA di BRIVIO
EGIDIA BERETTA di BULCIAGO
GILBERTO FUMAGALLI di CALCO
ANTONIO COLOMBO di CASATENOVO
GIANMARIO FRAGOMELI di CASSAGO B.ZA
SERGIO BAGNATO di CERNUSCO L.NE
GUIDO BESANA di CREMELLA
LIVIO BONACINA di GALBIATE
GIOVANNI CODEGA di MALGRATE
RICCARDO MARIANI di MANDELLO del LARIO
CARLA BRIVIO di MONTEVECCHIA
ANGELO NEGRI di NIBIONNO
ALESSANDRO BRAMBILLA di OLGIATE M.RA
ANTONIO GILARDI di OLGINATE
PAOLO STRINA di OSNAGO
WALTER MOTTA di PADERNO D’ADDA
ALESSANDRO SALVIONI di ROBBIATE
MARCO PANZERI di ROVAGNATE
ERNESTO LONGHI di VALGREGHENTINO
MARCO RUSCONI di VALMADRERA
ORIGO ALESSANDRO di VERDERIO INFERIORE
GHEZZI RENATO di VIGANO’
FILIPPONE ANTONIO di BULCIAGO
MARIA CORTI di GALBIATE
EMMA MANTOVANI di LOMAGNA
DANIELA PANZERI di LOMAGNA
PINI SERGIO di NIBIONNO
BIFFI DAVIDE di NIBIONNO
DANIELE LORENZET di OSNAGO
TIENGO ANGELO di OSNAGO
POZZI ALESSANDRO di OSNAGO
BELLANO PIERALDO di OSNAGO
RENZO ROTTA di PADERNO D’ADDA
VALENTINO CASIRAGHI di PADERNO D’ADDA
MARINELLA CORNO di PADERNO D’ADDA
ANNAROSA PANZERI di PADERNO D’ADDA
CLAUDIO STELLA di PADERNO D’ADDA
GIANPAOLO VILLA di PADERNO D’ADDA
Premessa
Cari concittadini, vi chiediamo un po’ del vostro tempo per leggere queste pagine ma crediamo che sia importante anche far sentire la nostra voce per poter comunicare direttamente e liberamente con voi per informarvi correttamente e, perché no, anche per confrontarsi su argomenti che riguardano la nostra comunità.
Ma la elezioni comunali non ci sono già state?
La domanda sembra banale eppure a guardare i toni e gli argomenti con cui il gruppo di minoranza sta facendo propaganda sembrerebbe proprio di no.
Passi per i volantini, ma la campagna elettorale sembra continuare anche su @Paderno il giornalino comunale, pagato con i soldi di tutti.
Nel proporre ai gruppi consiliari la possibilità di avere uno spazio autogestito, il sindaco auspicava che gli interventi di entrambi fossero caratterizzati da moderazione e correttezza sia nei toni che negli argomenti: così non sta accadendo
Sull’informatore comunale distribuito nei giorni scorsi, infatti, compare nella pagina delle minoranze l’ennesima arringa carica di allusioni e di accuse - ovviamente non documentate - nei riguardi di chi sta amministrando questo paese.
Invece di prendersela contro gli sprechi [quali poi?] perché non si ha il coraggio di dire che le difficoltà economiche del nostro comune sono legate soprattutto al taglio delle risorse che il governo centrale sta perpetrando oramai da anni? In Lombardia lo dice l’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni, attraverso il suo presidente Attilio Fontana Sindaco di Varese [Lega Nord, non un comunista] che ha minacciato di restituire le fasce tricolori ai prefetti se non si riconosce che i comuni virtuosi Lombardi non ce la fanno più.
Per la minoranza, però, le casse sono vuote per colpa di chi amministra Paderno.
Come se fosse colpa nostra se lo Stato ci taglia i fondi, se la Regione dimezza le risorse legate all’assistenza sociale proprio quando la crisi sta colpendo duro, se il ministero dell’istruzione taglia i fondi alla scuola pubblica (200.000€ di tagli a Robbiate quest’anno!) e le nostre scuole vengono a chiedere aiuto alle casse già vuote dei comuni, e si potrebbe continuare.
E poi ci si accusa di far costruire con l’unico scopo di incassare soldi: in questo caso in effetti la minoranza avrebbe preferito che si costruisse in modo disordinato e senza incassare alcunché, con l’applica-zione integrale ed indiscriminata del Piano Casa.
Possibile che l’appartenenza ad uno schieramento venga prima anche del buon senso?
Una provincia utile…o niente!!
Questo è stato lo slogan con cui il centrodestra ha vinto le elezioni per il governo della provincia di Lecco.
Dopo poco più di 6 mesi ci sembra arrivato il momento di fare un primo punto di come vanno le cose.
Il neopresidente Nava (PDL) ha pensato bene di spendere subito circa 30.000€ per rifarsi parte degli arredi ed il parquet dell’ufficio ma nel contempo ha pensato bene di risparmiare non concedendo più finanziamenti al comitato olimpico provinciale per la promozione dello sport con buona pace del campione olimpico che siede in Giunta Provinciale.
Non solo, di fatto ha anche obbligato alla chiusura il Comitato per la Pace e la Cooperazione tra i popoli che, presieduto appunto dalla provincia, con l’aiuto economico di molti Comuni tra cui Paderno, e con la presenza di molte associazioni religiose e laiche, ha garantito nei cinque anni passati centinaia di migliaia di euro di cofinanziamento a progetti concreti per portare acqua, istruzione, cibo e assistenza a molte popolazioni del terzo mondo.
Inoltre, visto che la priorità sulle grandi opere, per ammissione stessa della Provincia, si chiama “collegamento Lecco – Bergamo” ecco che l’amministrazione provinciale ha cercato di far sparire i soldi già stanziati per migliorare l’incrocio Cernusco – Merate vicino all’Esselunga per intenderci. Per fortuna, in questo caso, dopo le proteste dei sindaci interessati, il finanziamento è tornato ma è sparito definitivamente l’altro importante co-finanziamento, per un milione di Euro, per realizzare la circonvallazione Osnago – Ronco – Robbiate.
Motivazione: non ci sono soldi. Peccato che negli stessi giorni la Provincia mettesse a bilancio 200.000€ all’anno per 5 anni per poter assumere “personale qualificato” [addetti stampa e staff del Presidente] tutte figure con competenze “specifiche” e quindi da assumersi direttamente, senza ricorrere né a graduatorie né a concorsi né, tantomeno utilizzare, competenze interne.
E si, una provincia davvero utile, …..per qualcuno.
I costi della politica a Paderno
Si è parlato e si parla molto, anche a Paderno, dei costi della politica. Di quanto cioè costino alla comunità non tanto la macchina amministrativa quanto l’esercizio del controllo e della rappresentanza della comunità.
Vogliamo contribuire anche noi a questa discussione fornendo qualche dato e qualche considerazione.
Partiamo dal Sindaco: egli riceve un vero e proprio stipendio che, a Paderno, equivale a 621 € netti circa al mese. Esattamente lo stesso stipendio di 5 anni fa ed addirittura il 10% in meno di quanto percepiva il sindaco 10 anni fa quando ancora c’erano le lire.
Per quanto riguarda invece i 6 assessori di Paderno, complessivamente, ricevono circa 920€ netti al mese da dividersi, appunto, in sei.
I Consiglieri Comunali infine ricevono un gettone pari a 17,08€ lordi per ogni loro presenza ai Consigli Comunali, che approssimativamente sono una decina l’anno.
Per completezza è doveroso aggiungere che Sindaco ed Assessori rinunciano ad ogni forma di rimborso spese, pagando di tasca propria sia le spese telefoniche che la benzina, i pedaggi, i parcheggi o quant’altro è relativo all’espletamento delle loro funzioni.
Inoltre è opportuno ricordare che, per legge, sindaco ed assessori, se lavoratori dipendenti come la maggior parte di noi, hanno diritto ad alcuni giorni di permesso ogni mese per poter svolgere adeguatamente i compiti istituzionali loro assegnati.
Per legge poi il comune è tenuto a rimborsare al datore di lavoro l'equivalente lordo dello stipendio di quei giorni: sindaco ed assessori, da sempre, rinunciano a questo diritto, preferendo lavorare di sera, nei fine settimana o utilizzare i propri giorni di ferie e permessi vari, proprio per non gravare sulle casse comunali, facendo risparmiare al Comune decine di migliaia di euro ogni anno; molto più quindi dei loro stessi emolumenti.
Dubitiamo che lo stesso si possa dire per i rappresentanti regionali e soprattutto per i nostri parlamentari; eppure, per chi ha il compito di fare le leggi, sembra che i costi della politica e gli sprechi siano soprattutto proprio nei nostri comuni.
Infatti, proprio per tagliare i cosiddetti costi della politica (auto blu, spese di rappresentanza etc, etc….), nella finanziaria 2008 è stato previsto un taglio generalizzato dei fondi da trasferire ai comuni [12.000€ stimati dal Governo per Paderno] senza guardare ai costi veri [328,18€ certificati].
Ennesima dimostrazione del fatto che si continuano a penalizzare tutti i comuni, soprattutto quelli ben gestiti, mentre dall’altro lato il governo, con il voto favorevole della Lega Nord, ha ripetutamente regalato parecchie centinaia di milioni di Euro per ripianare i debiti del malgoverno di città come Roma, Palermo e Catania…….
Piano casa: quando l’essere più realisti del re può far danni.
Anche della legge regionale sul cosiddetto “Piano Casa” e dell’impatto che questa legge può avere sul nostro territorio si è parlato molto e crediamo sia importante riprendere l’argomento perché ha molto a che vedere con il modello di sviluppo urbanistico che intendiamo applicare a Paderno anche in previsione dell’ormai pronto Piano di Governo del Territorio comunale.
Due sono le possibilità offerte dal piano casa:
- gli “ampliamenti”, fino al 20%, per abitazioni mono o bifamiliari
- le “sostituzioni” (ossia abbattimenti e ricostruzioni) di edifici residenziali e NON residenziali, purché ubicati in zone prevalentemente residenziali, con un aumento di volumetria fino al 30%.
La prima cosa importante da sottolineare è il fatto che quanto previsto dal “Piano Casa” di Regione Lombardia va in deroga, ossia può non rispettare, i limiti e le norme urbanistiche in vigore nel piano regolatore dei comuni. Viene quindi meno per chi opera degli interventi urbanistici, l’obbligo di realizzare e cedere al comune strade, parcheggi, aree a verde, e realizzare fogne, illuminazione eccetera
La Lombardia è grande e diversificata e chiunque si rende conto che la nostra Brianza ha problemi ed esigenze urbanistiche diverse dalla Valtellina o dalle pianure agricole della bassa lombarda o dai grandi centri metropolitani; è per questo motivo che, intelligentemente, i legislatori hanno previsto che ogni singolo comune verificasse ed adattasse alla propria specifica realtà quanto reso possibile dalla legge.
Avvalendosi quindi di quanto previsto dalla stessa legge regionale sul “piano casa”, l’amministrazione di Paderno ha deciso di imporre alcune limitazioni consentendo gli ampliamenti delle piccole abitazioni mono e bifamiliari, permettendo così ai piccoli proprietari di ampliare casa loro, qualora lo vogliano. Però, di fatto, si sono impedite le “sostituzioni” di edifici esistenti perché avrebbero consentito solo delle speculazioni edilizie a vantaggio dei soliti noti ma certo non della popolazione padernese.
Simili, o anche maggiori limitazioni, sono state introdotte da tutti i comuni del meratese, compresi Missaglia e Merate governati da sindaci della Lega; eppure per la nostra minoranza queste limitazioni sono una “occasione perduta per la massima valorizzazione e riqualificazione del patrimonio edilizio” !!!
Forse che, per loro, anche i sindaci di Missaglia e Merate sono di colpo diventati comunisti?!
Immaginate, per assurdo, di applicare il piano casa all’area industriale dimessa dell’IMEC: quasi cento abitanti in più di quanti già previsti; e inoltre niente sistemazione di via della Rebusta, niente nuova strada, niente parcheggi, niente potenziamento della fognatura o sistemazione dei marciapiedi o illuminazione pubblica.
E lo stesso succederebbe su tutti quei capannoni o vecchi immobili inutilizzati al di fuori dal centro storico, il tutto senza alcun coordinamento e pianificazione urbanistica.
E’ questo, assieme ad un centro abitato sommerso di automobili, il progetto urbanistico che le minoranze hanno in mente per lo sviluppo di Paderno? Speriamo di aver capito male perché questo sembra più il progetto di qualche costruttore edile senza troppi scrupoli.
Lettera aperta ai commercianti di Paderno.
L’amministrazione Comunale nei mesi scorsi si è attivata per ottenere la certificazione di “negozio storico” per tutti quegli esercizi commerciali che a Paderno ne avevano i requisiti. I 5 negozi riconosciuti, oltre al prestigio che questo comporta, saranno in prima fila nell’ottenere eventuali sovvenzioni e contributi regionali per progetti di riqualificazione, promozione o di sviluppo in genere.
Ovviamente questo ci fa piacere perché spesso riconosce l’impegno e la dedizione di intere famiglie che, da generazioni, a Paderno si sono dedicate all’attività commerciale di vicinato.
Questa buona notizia ci fornisce anche lo spunto per affrontare il complesso problema del mantenimento e dello sviluppo dell’attività commerciale nel centro storico.
Noi non crediamo che sia vera ed attuabile in centro paese l’equazione “più auto uguale più clienti” eppure questa sembra l’unica proposta che proviene sia da alcuni commercianti che dalla minoranza.
Gli esempi non mancherebbero e per questo siamo convinti che i problemi dei nostri negozi di vicinato siano ben altri: la concorrenza dei centri commerciali, con i loro prezzi concorrenziali e i loro comodi orari di apertura in primo luogo.
Purtroppo, per i negozi di vicinato, questi centri fioriscono e si moltiplicano grazie ai molti soldi che portano ai comuni e grazie alle autorizzazioni generosamente rilasciate dalla Regione.
A Paderno abbiamo da sempre rinunciato a questa tentazione, ma nulla possiamo fare per quello che capita attorno a noi.
Se chiediamo alla gente perché va al supermercato e non nel negozio di paese, la risposta solitamente è “perché sono aperti anche la sera tardi quando rientro dall’ufficio” oppure “perché risparmio”; nulla a che vedere con la possibilità di poterci passare davanti in macchina!
Eppure anche a Paderno ci sono attività commerciali che prosperano pur se ubicate su strade poco trafficate o senza parcheggi intorno. Il loro segreto?! Una strategia commerciale giusta, prodotti innovativi e diversi da quelli che già si trovano al supermercato, un sorriso ed una familiarità che il supermercato non offre.
Ecco perché crediamo che serva un nuovo approccio per fermare l’impoverimento delle attività commerciali in paese: innovazione, fantasia e gioco di squadra.
Un primo passo importante è far conoscere, soprattutto ai tanti nuovi residenti, le ricchezze e le peculiarità dei nostri negozi: ecco perché abbiamo con convinzione spinto per il riconoscimento dei negozi storici o perché nel recente passato abbiamo fatto si che la ricarica delle tessere delle mense scolastiche avvenisse in alcuni negozi comunali e non negli sportelli bancari.
Ed ecco perché, anche oggi come in passato, ribadiamo la nostra convinzione che i negozi di vicinato siano una risorsa da preservare ed incentivare per Paderno mettendoci a disposizione, con chi ci sta, o con le associazioni di categoria, per promuovere e far conoscere i prodotti e le attività commerciali del paese.
Certi che poi il successo od il fallimento di una attività siano in primo luogo nelle mani di chi questa attività la gestisce: per quello che possa valere e per quello che ci compete, noi come amministrazione, siamo sempre disponibili nel cercare di dare una mano.
Molto di più e molto meglio che la semplice rassegnazione al “meno auto uguale meno clienti”.
IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
Robbiate: il Consiglio di istituto lancia l’allarme scuola
Anche il Consiglio di Istituto di Robbiate fa sentire la propria voce e denuncia la grave situazione finanziaria che rischia di mettere in ginocchio l’ attività didattica rivolta ai 1.580 alunni che frequentano i tre plessi di scuola dell’infanzia, quattro plessi di scuola primaria e un plesso di scuola secondaria di primo grado che costruiscono l’Istituto comprensivo. Il problema maggiore riguarda i tagli messi in atto dal Governo nei confronti della scuola pubblica, che non garantiscono la copertura delle necessità finanziarie della scuola. Se nel 2009 l’Istituto di Robbiate ha speso circa 298.000 euro per le supplenze e le spese amministrativo – didattiche, nel 2010 la somma a disposizione per le medesime attività ammonta a 88.335 euro. Un provvedimento che ha spinto il Consiglio di Istituto di Robbiate a diffondere un comunicato in 1.600 copie (fatte a proprie spese) per far conoscere ai genitori e cittadini di Robbiate, Paderno, Imbersago, Verderio Inferiore e Verderio Superiore la situazione drammatica in cui versa la scuola.
IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
LA SITUAZIONE
Il Consiglio d’Istituto vuole informare tutte le famiglie dell’Istituto Comprensivo di Robbiate della grave situazione finanziaria in cui versa la nostra Scuola.
La circolare ministeriale inviata per predisporre il bilancio 2010 comunica che al nostro Istituto viene assegnata la somma di 88.335 euro per far fronte alle spese per le supplenze, per il funzionamento amministrativo e didattico e per gli esami di stato.
88.335 euro per tutto il nostro Istituto, composto da tre plessi di scuola dell’infanzia, quattro plessi di scuola primaria e un plesso di scuola secondaria di primo grado, per un totale di 1580 alunni.
Per le stesse voci di spesa, nel 2009, l’Istituto ha dovuto spendere 298.000 euro circa (in particolare 195.000 per le supplenze e 97.000 per il funzionamento amministrativo-didattico).
Al momento la Scuola non ha alcuna garanzia che nel corso dell’anno il Ministero coprirà tutte le sue necessità finanziare: come è possibile programmare in queste condizioni?
L’unica certezza ad oggi è che è stato assegnato un budget assolutamente sottodimensionato per le esigenze della nostra Scuola, tenendo anche conto che ci sono altre voci di finanziamento che la circolare ministeriale ignora: una, ad esempio, riguarda il budget indicato dalla L. 440/1997 relativo al finanziamento del P.O.F. d’Istituto. Senza questo introito, sono a rischio i progetti, l’acquisto di beni durevoli, la manutenzione dei laboratori, la formazione e l’aggiornamento del personale scolastico. Un’altra voce al momento ignorata dal Ministero è quella relativa al budget per le ore di straordinario, a cui l’Istituto è costretto a ricorrere sempre più, per far fronte ai tagli sempre più consistenti del personale scolastico.
Da ultimo, ma non per questo meno importante, vogliamo far presente che nel corso di diversi anni la nostra Scuola ha utilizzato diverse centinaia di migliaia di euro finalizzate ad altre spese per anticipare per conto del Ministero gli stipendi dei supplenti: oggi dunque la Scuola vanta un cospicuo credito nei confronti del Ministero, che tuttavia non pare assolutamente intenzionato a saldare i suoi debiti.
LE CONSEGUENZE
Le conseguenze di questa forte sofferenza finanziaria ricadono certamente sulle famiglie e sugli Enti locali, costretti a sopperire con i loro finanziamenti all’impoverimento del budget statale; la stessa offerta formativa del nostro Istituto andrà progressivamente a ridursi e la strumentazione della Scuola a invecchiare rapidamente.
In sostanza, la circolare ministeriale fornisce l’idea di uno Stato che investe sempre meno nella scuola pubblica e mette in seria discussione non solo l’attuazione del P.O.F. deliberato dai nostri Organi Collegiali, ma più in generale il diritto allo studio: nei fatti, questa circolare indebolisce fortemente l’autonomia scolastica, poiché svuota la scuola di ogni reale potere d’azione.
Di questo passo il nostro Istituto potrà garantire realisticamente ai propri alunni solo il “leggere, scrivere e fare di conto”, armati unicamente di libro, penna e quaderno.
Questo, e non altro, andremo a breve a dichiarare nel nostro P.O.F., per non trasformarlo in un libro dei sogni e delle menzogne.
E’ vero, la qualità dell’offerta formativa non è legata solo alle risorse elargite dallo Stato e dagli Enti locali, ma dalle energie che ogni scuola trova in sé; e tuttavia non si può non rilevare che la drastica riduzione di fondi non solo sta mettendo in pericolo il reale esercizio dell’autonomia scolastica, ma pone anche problemi sempre più gravi nella gestione ordinaria del nostro Istituto.
CHE COSA PROPONIAMO DI FARE
Vista la situazione, proponiamo l’indizione di un’assemblea pubblica, alla presenza delle famiglie del nostro Istituto, degli amministratori del territorio, delle organizzazioni sindacali provinciali, per approfondire le questioni sopra esposte e trovare interlocutori istituzionali attenti e disponibili a contrastare l’indebolimento della scuola pubblica. Poi, per tenere la scuola aperta, non ci rimarrà altro che affidarci alle lotterie di plesso.
(N.B.: ci teniamo a sottolineare come le 1600 fotocopie di questo comunicato non sono a carico della Scuola -viste le condizioni in cui versa! - ma sono frutto di un autofinanziamento del Consiglio di Istituto).
IL CONSIGLIO D’ISTITUTO DELL’I.C. DI ROBBIATE
IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
Gli istituti comprensivi della provincia uniti
contro i
tagli alla scuola. I crediti verso lo
Stato sono oltre 3 mil.di
euro
Oltre 3 milioni di euro. A tanto ammonta il valore dei crediti che gli Istituti comprensivi della provincia di Lecco vantano nei confronti del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Si tratta di denaro già speso dai singoli istituti per supplenze e altre spese per il personale utilizzando fondi giacenti in cassa che, in caso di mancato rimborso da parte del Ministero, non potranno essere utilizzati per gli impieghi cui erano destinati. I tagli apportati dal governo al comparto della scuola pubblica si stanno ripercuotendo in maniera drammatica sulle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, che vedono minata la possibilità di garantire l’ordinaria gestione dell’attività didattica. I rappresentanti dei Consigli di istituto scolastici hanno redatto un documento per segnalare la situazione alle amministrazioni comunali, ai genitori degli alunni e ai rappresentanti del Ministero in collaborazione con i sindacati, che già da tempo si occupano della questione. “Abbiamo coinvolto direttamente i dirigenti scolastici della provincia in una riunione per illustrare la situazione e portare avanti la richiesta di fondi al Ministero” ha spiegato Giuseppe Pellegrino della Uil scuola. “Sabato a Lecco è stato redatto lo statuto dell’Associazione dei presidi della provincia, che entra così a far parte del gruppo regionale e nazionale. L’obiettivo dell’iniziativa è ‘fare gruppo sul territorio’, in modo da agire uniti per risolvere le problematiche della scuola. è importante che i genitori degli alunni siano messi a conoscenza della situazione, per questo a Galbiate, uno degli istituti più colpiti, è stata organizzata una conferenza pubblica con genitori e amministratori locali per illustrare il problema. Gli onorevoli Lucia Codurelli e Antonio Rusconi hanno dato la loro disponibilità a intervenire personalmente e in futuro organizzeremo altre iniziative di questo genere”.
Questa la situazione segnalata dagli istituti comprensivi del territorio:
Istituto comprensivo di Merate:

Il dirigente scolastico Angelo Colombo
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Istituto comprensivo di Olgiate Molgora (Olgiate, Calco):

Il dirigente scolastico Filomena Aceto
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Istituto comprensivo di Brivio (Brivio, Airuno):

Il dirigente scolastico Giovanni Cusenza
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Istituto Comprensivo di Brivio che futuro? Come molti Presidenti di Consiglio d`Istituto voglio denunciare profonda preoccupazione per il futuro della nostra scuola, infatti La nota Ministeriale prot. n. 9537 del 14/12/2009, con la quale vengono fornite le indicazioni per la stesura del programma annuale 2010 sta suscitando, non solo le proteste e le critiche degli addetti ai lavori, ma anche e sopratutto, la preoccupazione delle famiglie e degli alunni stessi. In base alla nota Ministeriale Il nostro Istituto si troverà a breve in una vera e propria situazione di emergenza, dovuta alle seguenti cause: •Drastica riduzione dei finanziamenti per la gestione didattica e amministrativa; •Riduzione dei fondi per le supplenze brevi e saltuarie; •Non erogazione dei fondi per le ore eccedenti l’orario di servizio in sostituzione dei docenti assenti fino a 15 giorni; •Mancata erogazione delle somme dovute che costituiscono un residuo attivo (credito che la scuola vanta nei confronti dello Stato); •Riduzione dei finanziamenti per corsi curricolari; •Non certezza della riscossione da parte della Scuola del credito; La riduzione dei fondi ed il "congelamento se non la cancellazione" del credito che il nostro Istituto vanta nei confronti dello Stato, pari ad un importo di circa € 178.000,00*, porterà a breve ad una situazione di collasso delle casse e a farne le spese saranno gli Utenti, ovvero i nostri Figli. *(Consideriamo che questi soldi sono stati anticipati e spesi per la normale attività didattica mantenendo un livello alto nell’erogazione del servizio). Come molti Istituti Comprensivi e Consigli di Istituto Italiani, vogliamo denunciare la situazione di grave difficoltà in una lettera, inviandola al Ministero dell`Istruzione e ai vari dipartimenti competenti, ed è nostra intenzione indire un incontro pubblico per approfondire tale argomento e sensibilizzare tutte le Famiglie degli alunni su quali prospettive ci si presentano per il futuro. Mi auguro che si arrivi anche, e qui lancio la proposta, all`istituzione di un comitato e/o associazione composto da tutti i rappresentanti dei Consigli di Istituto e degli Istituti Comprensivi del Meratese affinché si possa discutere ed affrontare questa situazione. L’Istituto Comprensivo di Brivio comprende tre ordini di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Il bacino di utenza comprende i Comuni di Brivio e Airuno. Airuno accoglie anche alcuni studenti provenienti dal vicino Comune di Valgreghentino e la popolazione scolastica alla data del 15 ottobre 2009 è composta complessivamente da n. 647 alunni. Airuno 24/02/2010
Presidente Consiglio Istituto di
Brivio |
Istituto Comprensivo di Cernusco Lombardone (Cernusco, Montevecchia, Osnago, Lomagna):

Il dirigente scolastico Giordano Cereda
|
Cernusco Lombardone, 22 Febbraio 2010Ai genitori degli alunni IC Statale A. Bonfanti e A. Valagussa Ai sindaci dei comuni di Lomagna, Montevecchia, Cernusco Lombardone, Osnago Nella riunione del Consiglio d’Istituto (CI) del 11 Febbraio 2010 è stato esaminato, tra le altre cose, il Programma annuale 2010 (PA) cioè il bilancio dell’Istituto per il corrente anno e da questo esame è emersa una forte preoccupazione circa la sua fattibilità. L’approvazione del PA è uno degli atti più importanti che il CI svolge, perché, come è evidente a tutti, riguarda l’essenza del servizio che viene offerto dalla scuola pubblica. Infatti con esso si finanziano, tra gli altri, il Piano d’Offerta Formativa, le Funzioni Strumentali cioè le funzioni che alcuni docenti svolgono a supporto all`organizzazione didattica, gli stipendi per le supplenze temporanee (coperte da docenti esterni), le ore eccedenti, cioè gli straordinari che i docenti in servizio prestano per sostituire gli assenti quando non è possibile chiamare un supplente. Nonostante la situazione si è comunque deciso di approvare il bilancio perché una scelta contraria non avrebbe comunque cambiato la situazione, e nello stesso tempo di portare a conoscenza dei genitori e degli enti locali della situazione. La genesi del problema sta nei tagli che il governo sta portando a tutto il comparto della scuola pubblica che per il nostro Istituto impatta su: · fondi destinati al finanziamento del contratto integrativo di Istituto. In particolare la quota destinata alla supplenze temporanee che sulla base una stima relativa ai contratti già in essere e a quelli che, anche sulla base dei dati relativi agli anni precedenti, si prevede di stipulare, non appare sufficiente (assegnati 47.995,00 contro i circa 65.000 spesi nell’anno precedente). Inoltre non sono previsti fondi dal ministero per pagare le ore eccedenti . Ciò significa che sarà sempre più difficile sostituire i docenti assenti (pur essendo il tasso di assenteismo dell’Istituto molto basso). Bisogna considerare che i docenti di ruolo e i supplenti annuali sono retribuiti direttamente dal Ministero del Tesoro, mentre le supplenze temporanee, che possono durare anche diversi mesi, sono a carico dell’Istituto. · l’ Avanzo di Amministrazione del quale la quota più consistente è costituita dai crediti che il nostro Istituto vanta nei confronti del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per i quali non c’è alcuna certezza di rientro . I crediti sono costituiti dalle seguenti voci:
In conclusione: · Non finanziare adeguatamente le supplenze: ücontraddice la legge che obbliga la scuola a fornire il servizio scolastico ünon pagare docenti con i quali è stato fatto un contratto, oltre ad essere cosa estremamente scorretta, può portare a contenziosi con il giudice del lavoro che porteranno ad altre spese (legali e d’interessi). · Il proseguire del depauperamento complessivo delle risorse finanziarie alle Istituzioni Scolastiche riduce l’approvazione del Programma Annuale ad un mero adempimento formale di registrazione di somme vincolate a discapito di ogni possibile assunzione di decisioni, con oggettiva mortificazione dell’autonomia scolastica. · Togliere risorse alla scuola pubblica è una scelta miope il cui impatto sulla vita di tutti si vedrà solo nei prossimi anni. · Nel perdurare della situazione, per evitare di svilire la scuola attraverso l’offerta di un livello di servizio insufficiente (es. smistare alunni in altre classi oltre livelli di decenza), non si vorrebbe essere costretti a chiedere alle famiglie un sostegno economico. Firmato il Presidente del Consiglio
d’Istituto. |
Istituto comprensivo di Robbiate (Robbiate, Paderno, Imbersago, Verderio Superiore, Verderio Inferiore):

Il professor Claudio Rosato
|
Il consiglio di Istituto si riunirà giovedì 4 marzo per approvare un documento da inviare ai rappresentanti delle amministrazioni locali, ai genitori e al Ministero dell’istruzione per segnalare la situazione problematica dell’istituto. “L’intenzione è quella di organizzare un’assemblea pubblica coinvolgendo le 1.600 famiglie degli alunni iscritti, gli amministratori locali, i rappresentanti sindacali” ha spiegato il dirigente scolastico prof. Claudio Rosato. “Ad un livello ancora più alto si potrebbe pensare ad un’azione condivisa da parte degli istituti comprensivi del territorio”.
Istituto comprensivo di Rovagnate (Rovagnate, Perego, Castello Brianza, Santa Maria Hoè)
La direzione scolastica non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito.
Ecosystem: noi votammo contro la fusione. E il gas sottrasse tempo e risorse agli investimenti nell’acqua

Egregio Direttore
In merito al tuo commento relativo alla incorporazione di Ecosystem Gas in Acel innanzitutto ti voglio ringraziare per i complimenti che mi fai ma soprattutto perché mi dai la possibilità di meglio esplicitare il mio pensiero in merito.
Innanzitutto ci tengo a precisarti che, nei limiti delle nostre capacità e possibilità cerchiamo sempre di leggere e studiare le carte e, sempre, cerchiamo di anteporre i conti economici e gli interessi dei nostri cittadini agli indirizzi partitici.
Certo,questo non significa garanzia di fare la cosa giusta ma, almeno per noi, di avere sempre la coscienza a posto. A questo proposito vorrei ricordare a te, ed ai “tuoi 4 lettori”, che il Comune di Paderno d’Adda, solo assieme a Robbiate, perlomeno nel meratese, votò CONTRO il progetto di fusione ACEL, CIAB, Ecosystem dimostrando appunto autonomia di giudizio e dimostrando l’inesistenza di alcun tipo di diktat o indirizzo partico.
L’allora Assessore Provinciale Marco Molgora ed i presidenti di ACEL ed Ecosystem, Formenti e Proserpio, certamente ricordano ancora le accese e libere discussioni in merito: e una delle principali contrarietà e perplessità che esprimevamo allora era proprio la per noi innaturale commistione tra gestione del gas e del ciclo idrico integrato.
Circa i numeri è davvero difficile quantificare quanto degli utili di Ecosystem gas siano dovuti in realtà ad economie di scala con le società madre o magari al fatto che oggi si compra il gas con i prezzi di ACEL e non con quelli più alti che aveva Ecosystem e quanti utili la società da sola avrebbe mai potuto fare.
Tutto ciò è strettamente legato anche a quella forte definizione “cancro” che in una pubblica assemblea avevo associato ad Ecosytem gas
Un cancro è per un organismo vivente una sorta di corpo estraneo che assorbe le energie e le risorse del corpo ospite, a volte, fino ad annientarlo
Questo per me è stato il gas per la società madre Ecosystem s.r.l.: ne ero convinto allora, ne sono convinto ancora oggi e questo senza negare o disconoscere le buone cose fatte da Ecosystem gas e soprattutto i benefici che ha portato ai cittadini del meratese.
Il punto è che, nei pochi anni in cui sono stato socio di Ecosystem, la priorità sia per gli amministratori che per i dirigenti della società era appunto il gas, il giocattolo nuovo, di grandi prospettive e futuro.
Di fatto, viste le limitate risorse della società, questo ha bloccato per anni ogni attività relativa ad acquedotto e depurazione. Ancora oggi, a distanza di più di 10 anni, ci sono a disposizione fondi assegnati quando c’erano le lire e non ancora utilizzati.
Quanti soldi avrebbe risparmiato Ecosystem se la vasca volano di Paderno fosse entrata in funzione 10 anni fa e non l’anno scorso dopo anni di errori progettuali e rinvii nella realizzazione? Quanti box allagati e denuncie in meno ci sarebbero stati e quanta energia elettrica si sarebbe risparmiata pompando l’acqua piovana in Adda a partire da Paderno invece che da Verderio inferiore? Quante centinaia di migliaia di euro avrebbe incassato Ecosystem se al depuratore di Osnago si fosse attivato il servizio di smaltimento “bottini” come era previsto sin dal secolo scorso? E questo tanto per fare solo un paio di esempi; in realtà il gas aveva sempre la priorità.
Insomma, mentre i benefici che ha portato Ecosystem gas sono evidenziati e magnificati da tutti; io credo sia doveroso evidenziare anche quei costi nascosti che il gas ha portato ad Ecosystem, ai comuni soci ed in ultima istanza ai cittadini del meratese.
Questo intendevo, ed intendo, con Ecosystem gas “cancro” di Ecosystem: perchè appunto il gas ha succhiato energie e risorse ad acquedotto e depurazione e, personalmente, ritengo che questi costi siano stati più alti dei benefici.
In conclusione, caro direttore, chiedo scusa per la presunzione, ma su questa storia davvero non mi sembra di aver “sbandato”.
Con rinnovata stima
Valter Motta
Sindaco Paderno
d’Adda
Caro Sindaco, serviva un chiarimento “autorevole” sulla procedura complessiva che ha sciaguratamente portato il gas dentro l’aggregatore provinciale dell’acqua. La Tua lettera soddisfa perfettamente questa necessità di chiarimento e, soprattutto, apre una finestra anche sulle scelte operate da Ecosystem nel settore idrico. Comunque la si pensi e dall’angolatura la si guardi, con interventi come il Tuo è possibile approfondire problematiche molto complesse, suscitare confronto e dibattito, nell’interesse esclusivo del lettore cui vengono offerti i necessari strumenti di valutazione. Grazie
Claudio Brambilla |
Sindaci indignati con Bertoglio e Borelli
``E’ la prova di
un clima poco trasparente``

Felice Baio e Ambrogio Bertoglio
Una doccia fredda. I Sindaci e gli Amministratori convocati il 25 febbraio all’ospedale di Merate per il vertice con l’Inrca e poi avvertiti che per sopraggiunti impegni l’incontro era da rinviare a data da destinarsi, quando hanno potuto verificare la veridicità della notizia lanciata da merateonline sono rimasti senza parole per l’indignazione. Oh non tutti, naturalmente. Chi come Franca Colombo di Barzanò antepone il partito (Pdl) agli interessi dei cittadini si è limitata a accampare motivazioni folcloristiche per giustificare il gravissimo sgarbo istituzionale. Ma a parte la Sindaca che peraltro ha rappresentato da quando è a capo della Giunta di Barzanò un autentico freno al progetto di dotare il casatese di un Centro sanitario di prima necessità, privilegiando la sopravvivenza dell’Istituto di Via Monteregio nella sua attuale organizzazione, tutti gli altri hanno manifestato stupore e sdegno. I vertici sanitari provinciali, infatti, hanno tenuto l’incontro con il direttore generale dell’Inrca di Ancona, nonostante avessero comunicato agli altri invitati (i Sindaci) che detto incontro era “saltato” per una convocazione improvvisa e urgente in Regione. Una bugia bella e buona che non trova motivazione alcuna se non nel sostanziale disinteresse verso il parere degli Enti locali. Eppure era un appuntamento molto importante e atteso da oltre un anno. Sul tavolo c’erano aggiornamento in merito al trasferimento della attività di pneumologia presso il Presidio Mandic e proposte del territorio su possibili sinergie tra Ospedale Mandic e Presidio INRCA di Casatenovo. Felice Baio, presidente dell’Assemblea Distrettuale ha subito preso posizione comunicando ai sindaci che la riunione programmata era stata annullata il giorno prima ma che, “. . .informazioni avute successivamente hanno invece rivelato che la riunione si è tenuta tra i Direttori senza la rappresentanza dei sindaci. Come espresso nella nota si rimarca il disappunto per come è stata gestita la vicenda e la scarsa sensibilità istituzionale dimostrata.
Ci spiace che non si riesca instaurare un rapporto corretto tra i rappresentanti della Sanità a livello territoriale e i rappresentanti dei comuni, esigenza che abbiamo ancora di recente espresso all`interno del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci della Provincia di Lecco. Ci auguriamo che in futuro non si ripetano simili situazioni ma si riesca attuare ciò che da tempo andiamo chiedendo, un confronto vero e non solo formale, sulle questioni sanitarie”. Al commento, Baio ha fatto seguire una nota ufficiale indirizzata ai direttori generali di Asl, Azienda Ospedaliera e Istituto anconetano. Ecco il testo.
ASSEMBLEA DISTRETTUALE DEI SINDACI Area Distrettuale di Merate Il Presidente Comuni di Airuno, Barzago, Barzanò, Brivio, Calco, Casatenovo, Cassago Brianza, Cernusco Lombardone, Cremella, Imbersago, Lomagna, Merate, Missaglia, Montevecchia, Monticello Brianza, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Perego, Robbiate, Rovagnate, Santa Maria Hoé, Sirtori, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Viganò c/o Municipio di Brivio 23883 - Brivio (LC) - ViaVittorio Emanuele 1- Tel 039.5320114 - Fax 039.5321385 - e-mail: presidente.distretto@comune.brivio.lc.it
Brivio 22/02/2010
A: Direttore Generale Istituto INRCA Dott. Antonio Aprile Direttore Sanitario Presidio INRCA Casatenovo (LC) Dott. Montoli Claudio Direttore Generale Azienda Ospedaliera Dott. Ambrogio Bertoglio Direttore Generale ASL - Lecco Ing Mauro Borrelli p.c. Presidente Conferenza dei Sindaci del Meratese Presidente Conferenza dei Sindaci del Casatese Sindaco di Merate Sindaco di Casatenovo Componenti Esecutivo Distrettuale Presidente CDA della A.S.C. Retesalute Oggetto : Presidio INRCA di Casatenovo E` con disappunto che apprendo che l`annunciata riunione sul presidio INRCA di Casatenovo, poi disdetta a seguito di impegni indifferibili dai due Direttori Generali dell`ASL e dell`Azienda Ospedaliera; è stata invece tenuta tra i tre direttori delle tre aziende presso il presidio INRCA di Casatenovo. Voglio quì rimarcare la scarsa sensibilità istituzionale mostrata in questa occasione. L`incontro da noi richiesto rientrava in una costruttiva dialettica tra i rappresentanti dei comuni e i responsabili delle strutture sanitarie del territorio. La disdetta dell`incontro prima e la successiva riunione solo tra i direttori sono indici di un clima poco trasparente. Rimango in attesa di una vostra convocazione urgente da concordare nei tempi con i rappresentanti dei comuni per discutere le eventuali decisioni prese nel suddetto incontro. Saluti IL PRESIDENTE DELL`ASSEMBLEA
DISTRETTUALE |
Tra i tanti commenti raccolti (e ricevuti) ecco quelli dei sindaci di Merate e Casatenovo e di Renato Ghezzi, sindaco di Viganò ed esponente del Direttivo dell’Assemblea distrettuale.
ANDREA ROBBIANI (Lega Nord): Non so perchè l`incontro sia saltato, mi auguro che ci siano stati buoni motivi, ma per ora non ho ancora sentito Bertoglio o Borelli che chiamerò per capirne di più. Dall`esterno il mio parere è che non ci hanno ricevuto perchè attualmente loro non sanno ancora cosa fare dell`Inrca. Il famoso piano industriale di cui si parla da tempo non è ancora pronto e non sanno dare una risposta concreta al futuro di questa struttura. I famosi 30 acuti che ospita l`Inrca dove andranno? A Merate o Lecco? E in questi reparti poi cosa arriverà? Nessuno sembra volerci dare queste risposte e il piano di rilancio dell`Inrca di cui si parla da anni, ancora non si vede. Personalmente più che dell`Inrca, mi preoccupa il futuro dell`ospedale di Merate. A questo proposito sto aspettando delle risposte dalla regione. Solo quando sarà definito il futuro del Mandic credo che si potrà ragionare meglio sulla struttura di Monteregio.
ANTONIO COLOMBO (PD): “I sindaci non sono degli zerbini da usare per pulirsi i piedi quando si vuole. Il territorio non può essere estraneo alle decisioni che lo riguardano. Anche la metodologia usata nei nostri confronti presenta grosse pecche: avrei apprezzato da parte della dirigenza la richiesta di un incontro preventivo per chiarire reciprocamente le nostre posizioni, anziché ricevere il giorno prima della riunione la disdetta. Chiamare a volte sì e a volte no attorno a un tavolo il territorio per discutere di questioni che lo riguardano non è corretto. Anche perché sulla vicenda abbiamo parecchio da dire, dal futuro delle strutture che si potrebbero liberare a quelle mediche e socio assistenziali sperimentali. Un po’di scorrettezza nei confronti delle istituzioni c’è stata, ora attendiamo gli sviluppi alla luce del documento diffuso dal presidente distrettuale Felice Baio”
RENATO GHEZZI: Siamo tutti rimasti offesi da questo
comportamento. Se vogliono tagliarci fuori da determinate scelte le facciano
pure, ma di certo noi non staremo a guardare. Non so come mai abbiano agito in
questo modo, probabilmente temono il confronto perchè siamo persone serie che
pongono al tavolo problemi veri a difesa del territorio e della sua gente.
Noi siamo disposti a dialogare ma non vogliamo prese in giro da parte di
nessuno. Per partecipare alla riunione di ieri ho disdetto riunioni e impegni
per il mio comune. Appuntamenti molto importanti per il futuro di Viganò, per la
realizzazione del PGT. Arrivo a Merate e mi dicono che l`incontro è saltato. Poi
scopro che si sono ritrovati. Non è stato assolutamente un atteggiamento
corretto.
Arcore: al grido di ``Via le mani dalle
casse dei comuni``
18 amministratori
hanno manifestato a Villa San Martino

18 tra assessori e sindaci dell`area meratese e vimercatese, lunedì mattina si sono ritrovati davanti al municipio di Arcore e in gruppo, reggendo uno striscione con la scritta “Via le mani dalle casse dei comuni”, hanno raggiunto la residenza del premier Silvio Berlusconi a Villa San Martino.
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Una manifestazione simbolica per esporre le difficoltà di ottemperare all`erogazione dei servizi (sociali, culturali, di sicurezza pubblica,...), alla redazione del bilancio, al contenimento delle spese a fronte di finanziamenti statali sempre più ridotti e vincolati. E tra le misure particolarmente contestate c`è il patto di stabilità che lega le mani, in questo caso la possibilità di spesa, anche ai comuni virtuosi (praticamente tutti quelli del Nord) impedendo nuove assunzioni, investimenti e molto altro ancora.
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Alessandro Origo di Verderio Inferiore e
Stefano Maffi di Robbiate |
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Valter Motta di Paderno e Paolo Strina
di Osnago |
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A destra Emma Mantovani di Lomagna
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A lanciare l`iniziativa è stato il sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, che dopo aver raccolto l`adesione di alcuni colleghi dell`area meratese ha deciso di coinvolgere anche i vicini della provincia di Lecco. E così, davanti a Villa Borromeo sede del comune, si sono ritrovati Paolo Strina di Osnago, l`assessore al bilancio di Robbiate Stefano Maffi, Valter Motta di Paderno d`Adda, Alessandro Origo di Verderio Inferiore e Paolo Bellotto di Verderio Superiore che, unitamente ad una quindicina di colleghi milanesi, si sono incamminati verso Villa San Martino.

Partiti da Largo Vincenzo Vela, gli amministratori hanno proseguito su Viale San Martino reggendo un enorme striscione con la scritta “Via le mani dalle casse dei comuni”. Giunti di fronte alla residenza, rigorosamente presidiata da diverse pattuglie dei carabinieri, i manifestanti si sono aperti a ventaglio parandosi davanti all`ingresso e affidando alle parole del sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, le ragioni della protesta.
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“Non riusciamo a far fronte ai servizi essenziali, quanto ci viene erogato è sempre più ridotto e molti di noi si sono trovati a dover violare il patto di stabilità. È una situazione insostenibile. Così non possiamo andare avanti”.

Il corteo lungo Viale
San Martino |
“Ci troviamo in un meccanismo perverso con tagli che vengono calcolati percentualmente” hanno spiegato i primi cittadini meratesi “Così facendo chi ha sprecato negli anni passati, sprecherà di meno e chi invece ha lavorato bene non potrà più farlo”.
Gli amministratori
davanti ai cancelli di Villa San Martino
|
Al termine della breve conferenza stampa tenuta davanti ai cancelli il sindaco di Vimercate ha raggiunto la portineria della Villa dove ha consegnato il documento firmato dai sindaci e dagli amministratori presenti.
S.V.

Da sinistra verso destra. Sam
Galbiati (sindaco di Cavenago), Luigi Cerizza (vicesindaco di Caponago), Emma
Mantovani (vicesindaco di Lomagna), Alessandro Origo (sindaco di Verderio
Inferiore), Paolo Brambilla (sindaco di Vimercate), Maurizia Erba (sindaco di
Ornago), Giuliana Carniel (sindaco di Camparada), Stefano Maffi (assessore di
Robbiate), Valter Motta (sindaco di Paderno D`Adda), Luigi Fassina (assessore di
Sulbiate), Francesco Colombo (sindaco di Ronco Briantino), Paolo Strina (sindaco
di Osnago), Laura Barzaghi (sindaco di Nova Milanese), Ezio Colombo (sindaco di
Agrate), Roberto Invernizzi (sindaco di Bellusco), Riva Maria Elena (sindaco di
Usmate), Antonio Colombo (sindaco di Mezzago) e Paolo Bellotto (sindaco di
Verderio Superiore) |
FONTANA (ANCI LOMBARDIA): “I TAGLI AI COMUNI SONO INACCETTABILI: RESTITUIREMO AL PREFETTO LE FASCE TRICOLORI”
COMUNICATO STAMPA Milano, 18 febbraio 2010 Nel 2009 i Comuni lombardi che non hanno rispettato il patto di stabilità sono il 20% del totale (nel 2008 erano il 6%). I tagli dello Stato al Fondo sociale (300 milioni a livello nazionale) avranno ripercussioni molto pesanti sui servizi ai cittadini. In Lombardia i Comuni avranno a disposizione 8 milioni di euro in meno per garantire i servizi alla persona e alle famiglie. “ Riteniamo che l’anno prossimo il numero dei Comuni che non potranno rispettare il patto raddoppierà ancora, e che gli investimenti si ridurranno del 30%. Nel 2010 i Comuni non avranno più le risorse per garantire i servizi ai cittadini e gli investimenti alle imprese. L’atteggiamento di totale chiusura del Ministero alle nostre proposte è inaccettabile” – denuncia il Presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana , che ha presieduto il direttivo dell’associazione. I Comuni lombardi proseguiranno la battaglia contro i tagli operati dalla Finanziaria e i vincoli del patto di stabilità: “Abbiamo comunicato ai cittadini le nostre difficoltà nel garantire i servizi, abbiamo coinvolto il mondo economico e del lavoro, che si è dichiarato al nostro fianco – prosegue Fontana –. Vogliamo che tutti i Comuni italiani, attraverso Anci, siano uniti nella battaglia, ma se necessario siamo pronti a proseguire anche da soli, passando dalle parole ai fatti. Per prima cosa ci recheremo in delegazione dal Prefetto di Milano e restituiremo le nostre fasce tricolori ”. Tra le iniziative concordate c’è anche la decisione di “presentare il conto allo Stato”, quantificando con esattezza le spese che i singoli Comuni sostengono ogni anno per garantire servizi che dovrebbero essere pagati dai Ministeri, ma che invece non lo sono: “ Ogni Comune vanta crediti nei confronti dello Stato – spiega il Presidente di Anci Lombardia –. Visto che ai Comuni viene imposto di rispettare il patto di stabilità, allora che lo Stato rispetti la legge nei nostri confronti, onorando spese che invece disattende di continuo ”. |
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PADERNO. (l. per) Finalmente anche Paderno ha la sua Proloco. E' stata fondata da Antonio Radice, che è diventato il primo presidente, e da altri promotori tra cui Tommaso Villa, Ambrogio Barelli, Rinaldo Sala e Alberto Biffi. La presentazione ufficiale è avvenuta domenica pomeriggio a Cascina Maria, presenti anche le delegazioni di Robbiate e Cornate con cui il neonato sodalizio collaborerà per organizzare varie iniziative in paese ed il presidente dell'Unpli, unione nazionale proloco d'Italia Michele Sparapani. La sede sarà al centro sportivo di via Airoldi e sarà aperta tutti i sabati pomeriggio dalle 14 alle 17. Il gruppo ha aperto anche un sito internet. Attualmente il gruppo ha raccolto le adesioni di 146 cittadini, tutti intenzionati a sostenerlo, ed il primo grosso impegno sarà organizzare alcune manifestazioni nell'ambito del Giugno padernese, la tradizionale kermesse di inizio estate. Il gruppo non si sostituirà alle associazioni, ma cercherà invece di valorizzare il territorio, grazie all'impegno di circa venti aderenti tra i più attivi. Alla presentazione a Cascina Maria hanno partecipato molti cittadini, tutti preoccupati per la scarsa vivacità del paese.
Paderno: inaugurato il gruppo Proloco
20 soci fondatori e
146 cittadini iscritti

Foto di gruppo per i fondatori della nuova Pro Loco di Paderno D`Adda
È stato presentato nel pomeriggio di ieri,
domenica 7 febbraio, il nuovo gruppo Pro Loco di Paderno d’Adda.
Il
“battesimo” del neonato sodalizio è avvenuto nella suggestiva cornice di Cascina
Maria, alla presenza di una nutrita rappresentanza di cittadini e delle
delegazioni dei gruppi pro loco di Cornate d’Adda e Robbiate.

Ad illustrare al pubblico le finalità e gli
obiettivi della nuova associazione sono stati i cinque soci “fondatori” della
Pro Loco, che in un solo mese è riuscita a raccogliere le adesioni di 146
cittadini disposti a fornire il proprio contributo per la realizzazione dei
progetti del gruppo.

Il presidente della Pro Loco Antonio
Radice |
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“Il nostro obiettivo è quello di
far conoscere alla popolazione il nostro territorio” ha esordito il
presidente Antonio Radice, “da anni l’amministrazione comunale spingeva
verso la creazione di un gruppo Pro Loco sul territorio di Paderno. Una sera
cinque di noi si sono ritrovati e hanno raccolto questo invito. Ad oggi il
gruppo dei fondatori si è ampliato grazie alle adesioni di alcuni volenterosi
cittadini che hanno dato la disponibilità nel prestarsi attivamente per le
finalità del gruppo, arrivando a toccare le 20 presenze. Non è nostra intenzione
sostituire nessuna associazione e nessun ente presente nel paese. Siamo qui
soltanto per fornire la collaborazione alla cittadinanza di Paderno, avvalendoci
dell’esperienza e dell’aiuto di tante persone valide che hanno deciso di darci
una mano”.

I primi 5 membri fondatori della Pro
Loco. Da sinistra, Alberto Biffi, Rinaldo Sala, Sara Guastalli, Antonio Radice e Tommaso Villa |

La sede del neonato gruppo sarà presso il centro sportivo di via Airoldi con apertura al pubblico il sabato pomeriggio dalle ore 14 alle ore 17. “In questi orari chiunque deve sentirsi libero di venirci a trovare per proporre idee e progetti” ha concluso Serena Guastalli, una delle fondatrici del gruppo “uno dei nostri obiettivi è proprio quello di cercare di dare corpo e voce a tutte le esigenze dei padernesi”.
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Michele Sparapano presidente Unpli della
Lombardia e il logo della nuova associazione |
Presente all`inaugurazione anche il presidente dell’UNPLI Lombardia (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) Michele Sparapani: “l’augurio che noi tutti vi facciamo è che possiate realizzare quanto avete in mente, tenendo però sempre ben presente che lo scopo fondamentale delle pro loco non è tanto l’organizzazione in sé di eventi, quanto la promozione e la valorizzazione del territorio locale”.

Al termine a tutti i presenti è stato offerto un ricco rinfresco realizzato esclusivamente con prodotti acquistati in paese, in accordo con i principi ispiratori del gruppo.

Ulteriori informazioni sulle attività e le iniziative della Pro Loco di Paderno sono disponibili sul sito www.prolocopadernodadda.it
TUTTI I PRIMI 20 MEMBRI DELLA PRO LOCO
Alberto Biffi, Ambrogio Barelli e
Annarosa Rossi |
Antonio Radice, Darina Villa e Davide
Viscardi |
Elena Orsenigo, Fabio Bosi e Marta Sala
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Rinaldo Sala, Roberto Nava e Sara
Frigerio |
Serena Guastalli, Tina Radice e Tommaso
Villa |
Lecco: 12 vittime dell’Olocausto premiate
dal Prefetto con
le onorificenze ‘al valore’

Da sinistra Fedele Balossi, Francesco Fumagalli,
il prefetto
Nicola Prete, Walter Ferretti e Angelo Nava
Era il lontano 27 gennaio 1945 quando fu liberato il lager di Auschwitz, dove milioni di ebrei e deportati di ogni etnia e fede vennero sterminati dall’odio totalitario del regime nazifascista.

I parenti dei prigionieri
deceduti. Da destra la moglie di Luigi Civillini, il figlio di Augusto Adamoli,
il figlio di Giuseppe Bonalume, il figlio di Celestino Motta e il sindaco di
Castello per Riccardo Nava |
In ricordo delle persecuzioni dell’Olocausto, questa mattina
nella Giornata della Memoria, 12 cittadini italiani residenti nella Provincia di
Lecco, sono stati oggi insigniti di una medaglia d’onore concessa dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri. La cerimonia della consegna delle
onorificenze, presieduta dal Prefetto di Lecco, Nicola Prete, ha visto, nella
sala conferenza del palazzo del commercio di Lecco, la presenza di numerose
autorità civili e militari dell’intero territorio.
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Il prefetto Nicola Prete mentre premia
Fedele Balossi (Carenno) e Francesco Fumagalli (Castello Brianza)
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Il riconoscimento a Walter Ferretti
(Lecco) e Angelo Nava (Castello Brianza) |
“E’ con profonda gioia che ospito qui, in questa
importante giornata – ha esordito il prefetto Nicola Prete –
alcuni testimoni della deportazione nazista. Uomini dagli occhi un pò
lucidi, che hanno scolpito nel cuore il ricordo di quella immane tragedia,
presente ancora oggi nell’animo di tutti noi. Col trascorrere degli anni si
tende a dimenticare i fatti del nostro passato, ma noi non possiamo cancellare
quello che è accaduto.
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Può sembrare inutile ripetere l’importanza e la
tragicità di quegli anni, ma non lo è, perché anche il nostro presente è
caratterizzato dai soprusi di alcuni popoli che vogliono a tutti i costi imporsi
sugli altri. Non diamo mai per scontato che quello che è già accaduto non si
possa ripetere. Anzi, è importante insistere nel ricordo del passato con le
nostre giovani generazioni, portando il ricordo dei testimoni dell’Olocausto in
contesti pubblici e nelle scuole”.

Furono circa 6.000.000 gli ebrei sterminati, oltre 600.000 i
militari italiani deportati. Il nazismo si scatenò contro i disabili, circa
80.000 le vittime, per non parlare delle migliaia di oppositori politici uccisi
e gli omosessuali morti nei lager. La scelta della data, 27 gennaio, ricorda
quando le truppe sovietiche dell`Armata Rossa, nel corso dell`offensiva in
direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Auschwitz, scoprendo
il suo tragicamente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi
superstiti.
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Il prefetto con Vincenzo Pirovano
(Castello Brianza) e la figlia di Luigi Pirovano (Osnago)
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A sinistra il figlio di Augusto Adamoli
(Paderno) mentre ritira l`onorificenza. A destra il consigliere regionale Carlo Spreafico, il presidente del consiglio regionale Giulio De Capitani, il sindaco di Castello Luigina De Capitani. In secondo fila il vice comandante della polizia locale Franco Morizio, il provveditore Fausto Gheller e il ten.col. Giorgio Mameli |
“Occorre avere il tempo di ricordare queste ferite
terribili – ha affermato Monsignor Franco Cecchin, prevosto di Lecco
– e farne memoria, per avere la capacità di rivisitare il passato e
impedire che questi fatti possano di nuovo ripetersi”.

Presenti alla cerimonia 5 sopravvissuti al dramma
dell’Olocausto. Fedele Balossi di Carenno, classe 1919, Francesco Fumagalli,
87enne di Castello Brianza, Walter Ferretti, lecchese classe 1922, Angelo Nava,
91enne e Vincenzo Pirovano 89 anni, entrambi di Castello Brianza.

Il prefetto Prete li ha insigniti della medaglia d’onore,
lasciando poi spazio ai loro brevi racconti, interrotti dalla commozione dovuta
ai dolorosi ricordi di quegli anni.
Sono stati invece i famigliari a
ritirare le onorificenze concesse alla memoria dei sopravvissuti: Augusto
Adamoli militare di Paderno d’Adda, Giuseppe Bonalume di Merate, Luigi Civillini
classe 1923 di Colle Brianza, Celestino Motta classe 1921 di Cassago, Luigi
Pirovano di Osnago e Aurelio Valsecchi di Lecco.

Angelo Nava e Vincenzo Pirovano
|

Fedele Balossi e Francesco
Fumagalli |
Una forma questa, di risarcimento soprattutto morale per
onorare tutti coloro che hanno subito la sopraffazione di un’ ideologia fondata
sull’odio ed il razzismo.
“So che molti comuni lecchesi hanno
proposto alla popolazione una serie di iniziative per ricordare questa
data – ha concluso il prefetto – e questo è un segnale molto
positivo, che sottolinea il valore educativo dell’importanza di coltivare
principi rappresentativi della nostra storia”.
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Il commissario Sante Frantellizzi
e il vice prefetto Giuseppe Guetta |

Un ricordo tutto rivolto allo sterminio del popolo ebraico,
agli italiani che hanno subìto la deportazione nonché a coloro che, anche in
campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio salvando
e proteggendo altre vite.
Gloria Crippa
di SERGIO PEREGO
— CASATENOVO
—
NUOVO CENTRO socio educativo a Casatenovo e, ad inaugurare la struttura
gestita dall’associazione «La Vecchia Quercia» e da «Artimedia», sono stati
proprio i ragazzi disabili che lo frequentano.
Invitato a tagliare il nastro,
il sindaco di Casatenovo Antonio Colombo ha voluto che accanto a lui ci fossero
i protagonisti di quella che durante il giorno è diventata la loro
casa.
«COL NUOVO Cse che ha trovato posto al secondo piano della casa di
riposo “Monzini” - ha detto Colombo - le strutture di questo genere aperte negli
ultimi cinque anni a Casatenovo sono ormai tre. Prima “Le Orme” di Monteregio,
poi “La Mia Casa”, casa di accoglienza per disabili adulti, ora il Cse. Possiamo
ben dire di aver istituito una “Cittadella del sociale” e stiamo lavorando anche
ad una nuova struttura in Villa Farina. I cittadini hanno accolto con calore gli
ospiti e lo spirito di volontariato fortunatamente non manca davvero. I ragazzi
e le persone che vivono in queste strutture sono sempre nel nostro cuore».
Antonio Conrater, assessore provinciale ai Servizi sociali, ha illustrato
brevemente il programma di Villa Locatelli, sottolineando come
«l’Amministrazione provinciale stia lavorando ad un accordo di programma già
avviato da Guido Agostoni, assessore nella giunta precedente. Il Cse aperto a
Casatenovo va nella direzione che vogliamo seguire ovvero quella di portare più
servizi possibili vicino alle case dei nostri cittadini».
FELICE BAIO, presidente del Distretto sanitario di Merate ha spiegato invece la situazione delle istituzioni sociali presenti sul territorio. «Abbiamo tre Cse per disabili a Brivio, Olgiate Molgora e Casatenovo - ha sottolineato Baio - tre Cdd, Centro diurno disabili, a Merate, Cassago e Barzanò e due Case alloggio, “La mia Casa” di Casatenovo e “Il Granaio” a Paderno d’Adda. Trent’anni fa di tutto questo non c’era nulla. Il bilancio del Distretto meratese per questi servizi è di 2,5 milioni di euro ma dobbiamo fare ancora di più». Rivolta ai numerossimi presenti intervenuti nel salone del Cse, Barbara Ripamonti, che coordina i progetti di Artimedia per la cooperativa «La Vecchia Quercia», ha spiegato le collaborazioni che il nuovo Cse ha già costruito con Villa Greppi, col Cdd di Cassago, con la scuola elementare di Casatenovo. «Il Cse è un servizio aperto - ha concluso Ripamonti -. In questa sala ci sono oggi esperienze diverse, forse lingue diverse, ma è necessario continuare a parlarsi su un unico tema e cioè quello di lavorare sempre insieme».
ANNI di lavoro, fatiche enormi, per i ragazzi
disabili
che frequentano a Lecco i laboratori di Artimedia. Per le operatrici
e gli operatori che li seguono. Per Barbara Magni e Michele Fiocchi che hanno
firmato la regia e i movimenti coreografici dello spettacolo, nonchè per Roberto
Ruffino che ha collaborato con loro. Un impegno grande, ripagato dalle emozioni
indescribili che, in quell’ora di spettacolo, i 400 spettatori presenti
all’Auditorium di Casatenovo hanno potuto vivere. Molti gli applausi durante e
alla fine dell’impegnativa piece. Conclusa l’inaugurazione del CSE infatti, i
disabili seguiti nei laboratori di Artimedia hanno presentato nel vicino cinema,
“Fuori”, spettacolo teatrale che racconta la vita, la casa lasciata e ciò che si
mette in valigia. Ha spiegato Michele Fiocchi “L’idea è quella del viaggio, del
lasciare, dello spostarsi; del portarsiappresso e dell’abbandonare, di un futuro
ipotetico e sconosciuto, non ancora intrapreso». In scena: Patrizia Aldeghi,
Marco Anghileri, Elena Artusi, Eliana Barozzi, Fiorenzo Cedro, Antonella
Cuppari, Sara Fasoli, Sandro Fumagalli, Marina Pianola, Luca La Manna, Daniele
Marcelli, Danilo Minervini, Chiara Molteni, Antonella Moschetti, Cristina
Ravasio, Reginaldo Perri, Monica Radaelli, Nicoletta Rigamonti, Uber Riva,
Raffaella Russo, Fabio Rusconi, Nicol Rusconi, Michela Sala, Chiara Piatti,
Tiziana Stabile, Chiara Tavola, Paolo Versace, Maddalena Villa.
titolo: è come sparare sul pianista.
Sono una mamma di
Paderno, ed in riferimento all`articolo apparso su quste pagine del 13 u.s.,
vorrei spezzare una lancia a favore dell`amministrazione comunale e delle scelte
di traffico fin qui compiute dalla suddetta amministrazione.
Facile
lamentarsi della carenza delle vendite dando la colpa alla cattiva viabilità,
quando per gran parte la causa è forse la congiuntura di crisi economica che
stiamo passando (anche noi famiglie stiamo `galleggiando`)..
Sono contenta
che in piazza non ci siano auto parcheggiate, anzi se potessi scegliere,
toglierei anche quei quattro parcheggi a tempo davanti al piazzale. Quando i
miei bambini escono da scuola e passano per di lì per recarsi al catechismo (è
la via pù breve dalla scuola alla chiesa) ho sempre timore che vengano
`spiaccicati` contro i muri, essendo le strade strette e le auto sempre più
grosse.
- il parcheggio sotterraneo è pericoloso?
Il nuovo parcheggio
sotterraneo di palazzo Tamburini non sarà certamente più rischioso di quello di
Esselunga o di quello del centro commerciale Il Globo!
- il parcheggio è
lontano dai negozi?
Chi non ha provato a cercare un posto vicino alle
entrate del centro Auchan la prima domenica di dicembre? Ci sono le auto
parcheggiate anche sui cordoli che fiancheggiano la statale! - raggiungere
l`auto con le borse pesanti è difficoltoso?
Si attrezzino i negozianti per
fornire ai loro clienti un gentile servizio di consegna all`auto: già lo fanno
alla coop la Fratellanza dove ai clienti che lo richiedono consegnano la spesa a
casa col furgone, in bicicletta o anche a piedi, senza nulla chiedere ma con un
grazie e arrivederci.
cordialità.
Angela
Si è svolta lo scorso venerdì la riunione in comune tra l`assessore Giampiero Nava e i rappresentanti del Parco Adda Nord per affrontare il problema della messa in sicurezza del tratto di alzaia cornatese sovrastato da terreno franoso. Si parte dal progetto messo a punto da Edison . Due i sopraluoghi dei tecnici sul lungofiume: uno venerdì pomeriggio e un secondo martedì. La verifica dello stato di consistenza del terreno sovrastante l`alzaia ha dato un risultato negativo: l`instabilità c`è, ed è profonda. "Non è possibile stabilizzare tutti gli 800 metri in maniera definitiva prima dell`estate, – ci ha spiegato l`assessore Nava – per questo abbiamo deciso di muoverci su due fronti: per prima cosa appronteremo una soluzione temporanea in modo da rendere utilizzabile l`alzaia fin da questa primavera: siamo in attesa del preventivo per un `tunnel di copertura` in lamiera o legno da porre sul tratto più pericoloso della strada, i cui costi saranno divisi tra Comune, Sistema Navigli Lombardi e Parco Adda Nord. In secondo luogo realizzeremo l`intervento vero e proprio, quello `definitivo`, che richiede tempi e costi importanti: noi del Comune, con Sistema Navigli Lombardi e Parco Adda Nord, presenteremo come partnerariato un progetto di fattibilità in Regione. A fine aprile scade infatti un bando rivolto proprio al ripristino di aree caratteristiche e di interesse turistico. Se tutto andrà bene e avremo il finanziamento l`area sarà messa definitivamente in sicurezza entro il 2010."
Massimo Colombo
Le iscrizioni sono aperte da sabato 9 gennaio
e in poco più di una settimana sono già 100 gli iscritti alla neonata Pro Loco
di Paderno d’Adda. Il gruppo, nato grazie alla volontà di alcuni cittadini
attivi tra consulte comunali e oratorio, si presenterà al pubblico in veste
ufficiale nella giornata di domenica 7 febbraio alle ore 15.00 a Cascina Maria.
“Affiancheremo gli assessori comunali, le associazioni del territorio e
il gruppo sportivo in attività volte allo sviluppo culturale e turistico del
paese” ha spiegato il presidente Antonio Radice “Tra i prossimi
importanti appuntamenti ci sarà sicuramente il ‘Giugno padernese’ e la gara di
rotellistica presso il centro sportivo”. La pro Loco di Paderno nasce
come associazione apolitica e aconfessionale, che si prefigge di collaborare con
le realtà presenti sul territorio per organizzare manifestazioni ed eventi per
la comunità dei cittadini. È possibile iscriversi, versando un contributo di 5
euro (socio ordinario) o 15 euro (socio sostenitore), presso la sede del gruppo
sopra il bar del centro sportivo di Via Airoldi e negli esercizi commerciali
convenzionati che espongono il volantino. Al momento dell’iscrizione verrà
consegnato lo statuto dell’associazione e una tessera provvisoria, sostituita in
pochi giorni da quella definitiva. Per saperne di più l’appuntamento è domenica
7 febbraio a Cascina Maria.
2010-01-14
Anno nuovo, nuovi appuntamenti all’insegna dell’arte. L’assessorato alla Cultura, biblioteca e istruzione del comune di Paderno d’Adda organizza due escursioni a Padova e Brescia per i mesi di gennaio e febbraio 2010.

Domenica 31 gennaio si partirà alla volta della mostra “Telemaco Signorini e la pittura in Europa” presso Palazzo Zabarella a Padova, alla scoperta di uno dei maggiori esponenti della corrente dei macchiaioli, attivi in Europa nell’Ottocento. La partenza è fissata per le ore 7.30 presso il Piazzale Colnaghi (ex Imec), dove si farà ritorno intorno alle 21.00. La spesa compresa di ingresso alla mostra, audio guida, viaggio andata e ritorno in pullman e guida è di 33 euro, previa il versamento di una caparra di 10 euro non rimborsabile.

Domenica 14 febbraio si partirà invece alla volta del Museo di Santa Giulia di Brescia per visitare la mostra “Inca. Origine e misteri della civiltà dell’oro”. Partenza ore 7.30 e ritorno ore 20.00 presso Piazzale Colnaghi, spesa comprensiva di ingresso alla mostra, pullman e guida 25 euro, con caparra di 10 euro non rimborsabile.
Ulteriori informazioni presso la biblioteca comunale di Paderno, tel. 039- 514215.
Paderno: la storia del paese nei 5 negozi
che la Regione ha
inserito tra le attività
storiche. Un tesoro di ricordi
Attività che hanno fatto la storia di un paese, luoghi dove intere generazioni sono diventate grandi e conservano i ricordi più cari, piccole realtà in cui il contatto umano e il senso di appartenenza sociale resistono alla frenesia della delirante quotidianità. Sono ben 5 i negozi di Paderno d`Adda che rientrano nell`elenco delle "attività storiche" della provincia di Lecco stilata dalla Regione Lombardia su segnalazione dell`amministrazione comunale. Mezzo secolo (e più) di vita e una passione che si tramanda di gestore in gestore, di generazione in generazione. Sono queste le caratteristiche dei negozi più "antichi" disseminati tra Piazza della Vittoria, Via Alessandro Manzoni e Via Leonardo da Vinci, ancora in piedi nonostante la concorrenza spietata di supermercati e centri commerciali e la crisi economica degli ultimi mesi.

Il bar
Biffi |
A cominciare da quello che ancora oggi è il fulcro della vita sociale del paese, il Bar Biffi in Piazza della Vittoria. Il bar vero e proprio nasce nei primi anni Cinquanta, quando Ambrogio Galbusera e la moglie Agnese trasformano il "Trani" in un locale all`avanguardia per quei tempi. "Prima era la classica cantina frequentata da soli uomini che bevevano vino, mio padre l`ha trasformata in un locale con tanto di televisore, biliardo (uno dei pochi in zona all`epoca), gelati e granite, oltre alla radio con altoparlante diretto sulla piazza per diffondere i principali eventi sportivi" ha raccontato il figlio Adelio Luigi.

Il Bar Biffi com`era un
tempo. Nelle foto Ambrogio
Galbusera |
"Il nome Biffi è nato da uno scambio di battute tra i primi avventori, che l`hanno paragonato all`omonimo locale milanese per quanto era all`avanguardia. È qui che negli anni Cinquanta i padernesi si riunivano a vedere `Lascia o Raddoppia` o a seguire le avventure di Bartali e Coppi in sella alle loro bici da corsa. Mia cugina Mariuccia ha aiutato mia madre a gestire il bar e, una volta cresciuto, anch`io ho fatto la mia parte".

La famiglia Galbusera ha lasciato il Bar Biffi nel 1976.
"Io sono partito per il militare e si sono succeduti diversi gestori,
nel 2003 l`attività è stata rilevata da Giulio Riva e Maurizio Crotti, che dal
2006 la gestisce con Omar Molteni". Il Bar Biffi è inoltre la sede di
uno degli Inter Club più antichi della provincia, nato nel 1972.

Il Forno di Isabella
Ripamonti |
Un paese non è tale senza un panettiere e il più antico di
Paderno è "Il Forno" in Piazza della Vittoria. Aperto negli anni Trenta ad opera
dei fratelli Francesco e Ambrogio Ripamonti originari di Calco, l`attività è
rimasta nelle mani della famiglia che l`ha portata avanti nei decenni e ancora
oggi sforna pane e dolci di produzioni propria e vende generi alimentari. Sono
state le figlie di Francesco, Luigia e Isabella, a portare avanti l`attività con
passione. "Mia sorella Luigia è mancata due anni fa e da allora mi
occupo o del negozio" ha raccontato Isabella "Le cose sono
molto cambiate nel corso degli anni ma rimaniamo un punto di riferimento per
molti padernesi. Io sarò qui sicuramente fino all`anno prossimo, poi si vedrà".

Una foto storica di
Via Manzoni appesa da "Piera", quando ancora si Chiamava Via Emanuele
III |
Avviandosi a piedi lungo Via Manzoni, storica via "commerciale" di Paderno, ci si imbatte nel negozio "Da Piera", le cui origini di perdono negli anni Trenta. "Dal 1944 lo stabile appartiene alla famiglia Galbusera" ha spiegato Elio, erede e attuale proprietario dell`attività insieme alla moglie Piera Beretta e al figlio Andrea. "È stata mia madre, Villa Angela, a gestirlo fino agli anni Settanta, quando era ancora una piccola rivendita di pane e drogheria. Dagli anni Ottanta è iniziata la nostra gestione e l`attività si è lentamente evoluta".

Da sinistra Andrea
Galbusera, Piera Beretta ed Elio
Galbusera |
Dal 2002 l`antica cantina ristrutturata ospita un`enoteca di alta qualità e dal 2006 in una sezione del negozio sono in bella mostra articoli regalo di ogni genere. A tutto ciò si aggiunge il reparto gastronomia, di produzione quasi esclusivamente propria, e la salumeria. L`unico dettaglio che non è cambiato rispetto al passato è il portoncino di legno vicino all`ingresso, datato 1856. "Il segreto è continuare a investire e aggiornare la propria attività adeguando le strutture e reinventandosi, andando avanti con passione" ha spiegato Elio Galbusera. Il futuro è nella mani di Andrea, che dovrà riuscire a conciliare l`attività del negozio con la carriera da organista per la quale sta studiando al Conservatorio.

L`enoteca "Da
Piera" |
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L`angolo dei "regali" e
l`ingresso |
A pochi passi da "Piera" c`è la "Boutique della Carne", di proprietà della famiglia Brivio fin dal 1960. "Prima ancora apparteneva all`ex proprietario della Imec, dal Sessanta l`hanno gestita Francesco Brivio e Guglielmina Brusadelli" ha raccontato il figlio Adelio, che dal 2000 si occupa del negozio insieme alla moglie.

L`esterno del
negozio |
"Le cose sono molto cambiate, negli anni Sessanta e
Settanta Paderno era uno dei paesi più popolati della zona, con decine di operai
impiegati nelle fabbriche qui intorno a mantenere vivo il paese. Oggi è
diventato un motel, tutti lavorano altrove e non conoscono più i loro
concittadini. Ci sono rimasti soltanto la storia e i ricordi". Il più
caro, l`antica insegna che campeggia sopra il bancone.

Adelio Brivio sotto
l`insegna storica della sua
macelleria |
L`ultimo, ma non meno importante, esercizio commerciale "storico" di Paderno è la pasticceria Pontiggia in Via Leonardo da Vinci, nata nei primi anni Cinquanta dall`iniziativa di Erminio Pontiggia, panettiere che ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla produzione di dolci. È però la figlia Silvia, insieme al genero Mino Colombo, che hanno dato all`attività una vera e propria svolta alla fine degli anni Sessanta.

La pasticceria Pontiggia
dall`esterno |
Il negozio nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per i golosi e non di Paderno e oltre, deliziando i palati di intere generazioni in occasione di matrimoni, battesimi, compleanni o in qualsiasi giorno dell`anno.

Foto storica della
pasticceria (tratta dal sito
www.pontiggiapasticceria.it) |
Ora la tradizione commerciale di Paderno è in mano alle nuove generazioni, che dovranno ricorrere a una buona dose di passione e fantasia per non soccombere alla concorrenza dei "grandi" fuori dai confini del paese e all`evoluzione sociale che ha fatto perdere i valori di una volta e le antiche botteghe di paese.
R.R
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Un`occasione per stare in compagnia e migliorare il proprio stato di salute, attraverso un`attività fisica semplice e alla portata davvero di tutti. Bastano 30 minuti di cammino 5 volte a settimana per ottenere enormi benefici e contribuire a prevenire e migliorare alcune delle patologie più diffuse come malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione. È la filosofia alla base dei Gruppi di cammino promossi dall`Asl di Lecco, diffusi in molti comuni del meratese e del casatese e che a partire dal mese di febbraio partiranno anche a Paderno d`Adda.

Foto di gruppo dei partecipanti
all`assemblea di presentazione dei gruppi di cammino: in prima fila da sinistra il Dr Maurizio Gevi, l`ASV Raffaella Salaroli dell`ASL di Lecco, la seconda da destra l`Assessore ai servizi sociali di Paderno Corno Marinella e alcuni dei volontari del "gruppo guida":Peppino Brambilla, Rossi Vanda, Barbesta, Silvana Mascheroni,Ornella Bologna. |
Si è svolto nella serata di lunedì 11 gennaio presso Cascina Maria l`incontro di presentazione dell`iniziativa alla presenza del dottor Maurizio Gevi, dell`assistente sanitaria di vigilanza dell`Asl Raffaella Salaroli e di alcuni volontari impegnati nell`attività. "Quello di Paderno è il 31° Gruppo di cammino che nasce in provincia di Lecco, il 15° nel meratese che `batte` così il resto del territorio" ha spiegato l`assessore ai servizi sociali di Paderno Marinella Corno "I gruppi partiranno giovedì 4 febbraio alle 14.30 da Cascina Maria e si troveranno alla stessa ora e allo stesso posto, tutte le settimane il lunedì e il giovedì almeno per quanto riguarda il periodo invernale. Per le prime giornate saranno seguiti e monitorati dai responsabili del progetto dell`Asl di Lecco, chi volesse partecipare dovrà semplicemente presentarsi a Cascina Maria alle ore 14.30. Il tutto si svolgerà in circa un`ora, suddivisa tra 5 minuti di stretching all`inizio e alla fine, 20 minuti di camminata dolce e 30 di camminata più sostenuta". I Gruppi di cammino sfruttano il meccanismo del camminare insieme e sono una buona occasione per prendersi cura della propria salute in modo divertente.

Il tavolo dei relatori da destra: Corno
Marinella, il Dr Maurizio Gevi e l`ASV Raffaella Salaroli dell`ASL di Lecco, Peppino Brambilla, Rossi Vanda, Barbesta, alcuni dei volontari del gruppo guida. |
Una buona abitudine che va sviluppata il prima possibile. "Il 30% delle automobili utilizzate in Europa viene usata per percorrere mediamente 3 Km al giorno" ha spiegato Marinella Corno "Una distanza che si copre senza problemi a piedi, a tutto vantaggio della salute. È importante imparare le buone abitudini legate all`attività fisica fin da piccoli, per questo ci piacerebbe realizzare a livello comunale il Piedibus per i più piccoli". L`appuntamento con il benessere di una bella camminata per le vie di Pederno è per giovedì 4 febbraio alle 14.30. Ulteriori informazioni sull`iniziativa e i gruppi nei vari comuni consultare il sito
http://www.asl.lecco.it/osintranet/Homeintern1/Area21/Istituzion/index.
Paderno: attendo un articolo
sulle frasi del consigliere
Egr. Direttore, Non ho visto alcun articolo sul consigliere di maggioranza di Paderno d`adda, salito agli "onori" delle cronache nazionali grazie ad una sua "battuta infelice" su Facebook. Spero come al solito in un vostro approfondimento puntuale.
Andrea C. |
Caro signor Andrea C.,
Non abbiamo alcuna difficoltà ad affrontare l’argomento e, perché no, a raccogliere la sua (velata e garbata) provocazione. Facebook è invasa da messaggi come questo e ben peggiori, scritti da politici e amministratori dell’una e dell’altra parte. Di Pietro e Travaglio sono i bersagli preferiti anche da consiglieri comunali locali. Senza che ciò susciti tutto questo clamore.
Ma ormai siamo abituati; cosa vuole a noi fa ancora più impressione l’immagine su Facebook di un presunto giornalista con i pantaloni abbassati che lo scritto del giovane consigliere di Paderno.
Anche perché il sig.Parolari si è ben guardato dall’inserire nell’interrogazione l’intero testo del post. Più avanti avrebbe letto parole di condanna verso il Tartaglia. Ma l’avvocato – difensore di Marco Brivio e legale dei due poveri baraccati del ponte della Rebusta, argomenti sui quali torneremo con qualche cifra più che eloquente – ha ritenuto sulla base di una frasetta, una ragazzata, di costruire un “caso” politico. Ognuno, naturalmente agisce come crede, noi non l’avremmo fatto. Tuttavia per non sembrarLe di parte, come ha scritto in una precedente mail senza darci il tempo di rispondere, abbiamo approfondito come si usa fare di solito, ovvero sentendo il giovanissimo (20 anni) consigliere comunale.
Ecco quello che ci ha detto.
FRASE RIPORTATA IN FACEBOOK:
Chi è stato quello che ha spaccato la faccia a berlusconi? Fini? Comunque a parte gli scherzi a che livello siamo "O gli spari o niente".
“E’ stato questo lo scambio di battute su facebook. Uso questo strumento solo tra amici, poi qualcuno ha deciso di strumentalizzare la frase nonostante che, poche righe sotto io dicessi chiaramente e in più post che non difendevo per nulla Tartaglia, che anzi lui aveva fatto una cazzata e che era un pazzo il cui gesto era da condannare. Ma queste frasi non sono state prese in considerazione. Eppure gli stessi concetti li ho ribaditi il giorno seguente. La battuta in realtà non aveva prodotto molti commenti, mentre ce n`erano stati una quarantina dove dicevo che sicuramente Berlusconi lo avrebbe perdonato. A questi commenti io avevo più volte risposto che Tartaglia era un pazzo. Ma, come dico, nessuno ha ripreso anche queste frasi. Comunque chiedo scusa al Presidente e a tutto il Consiglio comunale. Mi attacchino, rinuncio a difendermi”.
Col permesso del sig.Parolari e del collega Magella (reticente pur essendo il capogruppo) possiamo chiudere qui questa ennesima manfrinata?
Paderno: sabato il consiglio e l’incontro pubblico sul Pgt
È convocato per sabato 19 dicembre alle 9.30 presso Cascina Maria il consiglio comunale di Paderno d`Adda. Il giorno e l`ora non sono casuali ma puntano a richiamare un pubblico più numeroso del consueto, che si intrattenga al termine dell`incontro istituzionale per venire a conoscenza dello stato dell`
arte del Piano di governo del territorio (Pgt) del proprio paese, presentato dal sindaco Valter Motta. "L`iniziativa vuole avvicinare i cittadini ad argomenti di cui in genere si occupa esclusivamente l`amministrazione comunale, in un`occasione di dialogo informale in cui sarà possibile fare domende" ha spiegato il vice sindaco Renzo Rotta "Con il passaggio dal Prg al Pgt sono cambiate le modalità di governo di città e paesi. Non ci si limita più a suddividere il territorio in zone a seconda della loro destinazione d`uso, ma si effettua un`analisi ampia e dettagliata della struttura del paese che tiene in considerazione molti fattori, tra i quali l`evoluzione della popolazione nel corso degli anni. Il documento di piano viene poi valutato in base alla Vas (valutazione ambientale strategica), attraverso un`analisi che tiene conto di fattori ambientali, paesaggistici e molto altro. Il tutto si svolge attraverso conferenze in cui sono coinvolte molte realtà, in primis altri comuni, la Provincia, l`Asl, l`Arpa, Legambiente, oltre ad alcune associazioni del territorio. Il piano delle regole (normative) e quello dei servizi completano il quadro e permettono di utilizzare le risorse in maniera ottimale a seconda della necessità e delle possibilità del territorio. Un lavoro complesso che prima veniva fatto dagli amministratori senza una normativa precisa in proposito". Il comune di Paderno è a buon punto rispetto ad altri paesi. "A gennaio 2010 adotteremo il piano, poi passeranno due mesi di deposito in cui i cittadini potranno fare osservazioni. Dopo altri 80 giorni ci sarà l`
approvazione definitiva". Per scoprirne di più l`appuntamento è il consiglio comunale di sabato mattina. Per l`occasione sarà presente il dottore in scienze ambientali Pietro Gargioni, redattore della Vas del comune di Paderno.
Paderno: il paese decorato con
addobbi dei più piccoli
Una piccola folla colorata e imbacuccata ha portato una ventata di allegria per le vie di Paderno d`Adda nella mattinata di giovedì 17 dicembre, addobbando il paese in vista del Natale. Al posto della classica recita prima delle vacanze invernali, i bambini della scuola dell`infanzia Arcobaleno hanno organizzato una festa itinerante per le corti del paese, accompagnati dalle maestre e da molti genitori. Ogni bambino ha portato con sé un addobbo realizzato a scuola, realizzato applicando ogni sorta di materiali ad alcuni cd. Che si sono trasformati in pacchetti, babbi Natale, candele, pupazzi di neve, abeti, stelle e coloratissimi decori. I piccoli hanno appeso i loro lavoretti fino ai rami più alti dell`albero di Piazza Vittoria, con l`aiuto dei genitori e di una lunga scala messa a disposizione per l`occasione. Una volta completato il giro del paese, i bambini si sono ritrovati tutti insieme a Cascina Maria per una meritata merenda insieme a genitori e insegnanti.
Paderno: anziani in festa
per l`arrivo del Natale

Festa degli over sessanta a Paderno d`Adda. Organizzata dall`assessorato ai servizi sociali, la manifestazione, che si è tenuta nel salone mensa della scuola elementare, ha visto partecipare anche il sindaco, Valter Motta, il parroco, don Antonio Caldirola, suor Oriana e l`intera giunta.
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Menù brianzolo apprezzatissimo, la lotteria, con Marta che doveva estrarre i numeri e regali per tutti. Rita Pedroni e i sostenitori dello Spi Cgil hanno donato a tutti un panettone.
S.P.
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2009-12-16
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PADERNO D’ADDA —
IL PAESE potenzia il sistema di sicurezza interno e aumenta
la videosorveglianza. Unico della provincia di Lecco, il Comune di piazza
Vittoria ha infatti ottenuto 60mila dei 100 milioni di euro stanziati dal
ministro Maroni col cosiddetto decreto sicurezza. Il sindaco Valter Motta sarà a
Lecco la mattina del 22 dicembre per firmare col prefetto Nicola Prete il
protocollo di intesa.
«IL NOSTRO è l’unico Comune del Lecchese ad ottenere un finanziamento che sarà utilissimo - spiega il sindaco -. Il sistema di videosorveglianza già in funzione verrà potenziato con quattro nuove postazioni all’ingresso del parcheggio pubblico e privato di Palazzo Tamborini, all’ingresso del ponte in ferro che attraversa l’Adda per cercare di prevenire i suicidi (nonchè per evitare transiti di grossi autocarri o passaggi col rosso ndr), davanti alla biblioteca e nei pressi del centro di aggregazione anziani».
«CI SONO poi alcuni punti strategici dove verranno installate le colonnine di emergenza - continua il primo cittadino -. Sono quattro telecamere che andranno ad aggiungersi a quelle già in funzione in piazza del municipio, davanti alle scuole e in altri punti del paese. Con queste installazioni andremo a potenziare il progetto “Filo diretto” relativo alla sicurezza». Come è noto da molti anni il ponte di Paderno è purtroppo meta, oltre che di molti turisti, anche di chi cerca di togliersi la vita. Grazie a chi arriva fin qui pere vedere il simbolo della Rivoluzione Industriale in Italia o a chi lo attraversa per motivi di lavoro (unisce infatti le provincie di Lecco e Bergamo ndr) le forze dell’ordine subito avvertite hanno spesso evitato il compiersi di una tragedia. Con la nuova telecamera il controllo diretto dalla centrale della polizia locale verrà potenziato. S.P.
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Rapporto sullo stato dell’ambiente/2: il
consumo di suolo.
In provincia ridotte
le aree agricole. La mappa dei 90 comuni

Il territorio lombardo presenta una notevole varietà di tipologie di suolo: dalla pianura con aree destinate a seminativi, superfici antropizzate (area metropolitana milanese), aree boschive, parchi. Nel periodo intercorso fra il 1999 e il 2005-2007 – anni in cui sono stati realizzati i due aggiornamenti di DUSAF (destinazioni uso suoli agricoli e forestali) – secondo la ricerca dell`Arpa l’utilizzo del suolo lombardo è però mutato in maniera molto evidente: da una parte si è assistito alla diminuzione delle superfici agricole (-2.9%) mentre dall`altra le aree antropizzate (quelle cioè boschive modificate dalla mano dell`uomo) hanno registrato un + 8.8%. Proseguiamo dunque con la nostra inchiesta sullo stato dell`ambiente partendo dal rapporto Arpa 2008-2009 sulla Lombardia.

La mappa del consumo
di suolo nelle varie province della Lombardia
|
CONSUMO DI SUOLO
L’espansione più significativa delle aree antropizzate si è registrata nelle province di Lodi, Mantova e Brescia; la contrazione più ingente delle aree agricole nelle province di Lecco, Milano e Bergamo. I territori boscati e gli ambienti seminaturali sono aumentati nelle province di Lodi, Mantova e Pavia, provincia in cui sono cresciute anche le superfici classificate come aree umide.
La nostra superficie provinciale, consistente in 811.9 kmq, è così ripartita: 14.7% di aree urbanizzate, 16.4% di aree agricole, 59.9% di boschi e seminaturali, 0.2% di zone umide e 8.9% di fascia idrica.
Un primo confronto con le altre province lombarde permette di appurare che il lecchese, in fatto di aree urbanizzate, viene dopo solo a Monza e Brianza (55.5%), Milano (39.6%), Varese (28.7%) e Como (15.8%).
Scorrendo la mappa dei novanta comuni della provincia di Lecco, alcune caratteristiche sono facilmente individuabili ad un primo sguardo come, ad esempio, la concentrazione di aree boschive nell`area della Valsassina. La zona a sud, invece, si presenta altamente urbanizzata, specie il meratese così come quella a est del casatese.
Per visualizzare la mappa con i 90
comuni |
Merate svetta in testa alla classifica per il 51.7% di suolo urbanizzato su una superficie complessiva di 11.07 kmq. Non si tratta di certo di una novità anche perchè in quest`area sono concentrate decine e decine di aziende e attività produttive nonchè negli ultimi anni si è assisto al sorgere di complessi abitativi e veri e propri "villaggi" nella città. Le aree agricole rimaste occupano il 33.8% (zona di Brugarolo e Sartirana), i boschi e gli ambienti semi-naturali il 13.2% mentre una piccola fetta è riservata alle aree umide e idriche (bacino del lago di Sartirana). In fatto di aree urbanizzate Robbiate e Osnago si collocano attorno al 42%. Nel primo caso, il comune di Paolo Strina è praticamente diviso in due con la restante parte occupata dalle aree agricole e un 10.6% "riservato" ai boschi (zona Orane). Anche per Robbiate i campi coltivati occupano una buona fetta (35.8%) ma i boschi sono più diffusi (zona Respiro e Monte Robbio). A Lomagna le due principali tipologie (urbanizzato e agricolo) si equivalgono, 40%, mentre a Cernusco Lombardone le aree coltivate superano quelle dove si è costruito con una percentuale del 49.5% contro 40 (stessa condizione anche a Paderno).
Nel casatese a farla da padrone è Barzanò con una fra le percentuali più alte di urbanizzato (52.9%), seguito da Viganò (52.2%) e Cassago (43%). A Casatenovo l`urbanizzato, percentualmente, è superato dal terreno agricolo con i seguenti valori: 49.6% contro 34.5%; così come a Cremella (46.8% - 33.2%)
SITI CONTAMINATI
I dati relativi alla situazione regionale sullo stato del suolo sono molto chiari, e da un certo punto di vista anche preoccupanti: 618 i siti contaminati, 774 quelli bonificati e ben 1690 le aree potenzialmente a rischio di contaminazione. Insomma se da un lato ci sono stati risultati importanti con la bonifica di aree, soprattutto industriali, dismesse e pericolose, dall`altra si è di fronte a una situazione che è tutt`altro dal risolversi con zone già dichiarate contaminate e altre che lo potrebbero diventare.

La mappa dei siti
contaminati, bonificati o potenzialmente |
Per visualizzare la mappa dei siti
contaminati nei 90 comuni della provincia di Lecco |
I numeri per la provincia di Lecco si ribaltano e le aree contaminate (17) restano superiori a quelle bonificate (8). Ben 55, invece, gli insediamenti a rischio soprattutto in quelle zone dove un`attività industriale importante, magari dismessa, si trova vicino a case, corsi d`acqua, aree di pregio. Le aree che presentano un potenziale di contaminazione sono soggette a indagini e a continue analisi.

Anagrafe dei siti
contaminati — gennaio 2009 |
Nel caso in cui i test risultassero positivi si procede con interventi di bonifica come previsti dal D.Lgs. 152/2006. Come dicevamo si tratta molto spesso di siti inquinati a sequito dell`attività connessa all`adduzione di carburanti, alla conduzione degli impianti di stoccaggio e, nella maggior parte dei casi, alla presenza di aree industriali dismesse.
Continua/2
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Saba Viscardi
Si respirava tutta la magica atmosfera della Natività all’interno della chiesa parrocchiale “S. Maria Assunta” di Paderno d’Adda nella serata di sabato 12 dicembre.
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Le voci della Corale “S. Cecilia” di Paderno e della Schola Cantorum “S. Alessandro” di Robbiate, accompagnate dagli organisti Maria Grazia Bassano, Suleima Burrafato e Antonio Bassani, hanno allietato un pubblico numeroso e caloroso nel tradizionale “Concerto di Natale”.

Don Antonio Caldirola
|
Don Antonio Caldirola ha preso la parola prima dell’inizio del
concerto, ringraziando i presenti per la grande affluenza e parlando della gioia
dell’ascolto della musica con il termine di “estasi dell’arte”. I due cori si
sono alternati nell’esecuzione di alcuni brani legati alla Sacra Natalità.

La Corale "S. Cecilia" di
Paderno |
-VIDEO-
Questo il programma della serata:
Corale “S. Cecilia” di Paderno, diretta da Eros Rossi:
Davanti al Re – S. Fry
Brilla una luce in cielo – Ignoto,
elab. L. Migliavacca
Puer Natus – A. Bossi
Notturno di Betlemme – A.
Corelli
Noel - A.Ch.Adam

La Schola Cantorum di
Robbiate |
Schola Cantorum “S. Alessandro” di Robbiate, diretta da Fabio Pagnoncelli:
Ninna Nanna – J. Brahms
Su te, Betlemme, la luce – Popolare,
elab. L. Molfino
Kyrie Eleison – J. Haydn
Il est ne’, le divin enfant –
Tradizionale francese
Gloria si canti nei cieli – F. Shubert
Nella seconda parte della serata le due corali si sono esibite in altri brani della tradizione natalizia:
“Sinfonia”m Grave adagio e Andante – J.S. Bach
Ave Verum -
G.B. Pergolesi
Oh! Come brilla in cielo la stella del mattino (corale) – D.
Buxteude
S’accese un astro in cielo – G.F. Haendel
Panis Angelicus – C.
Franck
White Christmas – J. Berlin
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I cantori della Schola Cantorum
Questi i protagonisti della serata che ha affascinato robbiatesi e padernesi.
Corale “S. Cecilia” di Paderno:
Soprani:
Brivio Elena, Carzaniga Patrizia, Casiraghi Fernanda, Locatelli Grazia, Marras
Mariastella, Panceri Egle.
Contralti: Airoldi Margherita, Biffi Rosi, Caseri
Agnese, Colombo Annamaria, Macchi Piera, Riva Giusy, Villa Carla, Villa
Ginetta.
Tenori: Belotti Davide, Ferrari Enrico, Galizioli Sergio, Villa
Claudio, Villa Emilio, Villa Giovanni.
Bassi: Brambilla Giuseppe, Carcano
Giuseppe, Colombo Luigi, Spini Stefano, Viscardi Antonio.
Schola Cantorum “S. Alessandro” di
Robbiate:
Soprani: Bassano Maria Grazia, Bonfanti Cristina, Consonni
Luisa, Dozio Alessandra, Lonati Anna, Magnani Mariangela, Marchettini Emanuela,
Panzeri Enrica, Taribello Maurizia, Zanetti Emanuela.
Contralti: Bissola
Angela, Bosisio paola, Bosisio Virginia, Burrafato Suleima.
Tenori: Alfarano
Giulio, Bosisio Vittorino, Consonni Mario, Decio Mario, Panzeri Piergiuseppe,
Passoni Luigi, Riva Angelo, Vimercati Stefano. Bassi: Bonfanti Gerolamo,
Cagliani Giuseppe, Cereda Gilio, Salvioni Fernando, Vago Felice.
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Paderno: successo per la
vendita di torte per
l’asilo

Alcuni dei rappresentanti di sezione della scuola
Una iniziativa “casalinga” per raccogliere fondi a favore della scuola dell’ infanzia Arcobaleno di Paderno d’Adda.
Sabato 12 e domenica 13 dicembre alcuni rappresentanti di sezione della scuola hanno sfidato i primi freddi dell’ inverno per vendere torte fatte in casa nella centralissima Piazza della Vittoria. Il ricavato, che ammonta a circa 700 euro, sarà devoluto all’asilo per l’organizzazione della festa di Natale e altre iniziative.
“L’iniziativa è andata bene e le torte sono andate letteralmente a ruba. Per queste giornate ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutati nella preparazione e nella vendita” ha spiegato Andrea Galbusera, uno dei rappresentanti “Tutti i commercianti del paese che hanno collaborato, in particolar modo i Signori Morena e Giulio della Tabaccheria Crotti, la Pasticceria Pontiggia e il ristorante Da Natalino”.
Paderno: il progetto della PL riceve il
finanziamento dal
Ministero per la sicurezza
al ponte. É l`unico in provincia

Il comandante del corpo di polizia intercomunale dottoressa Monica Pezzella
Degli 11 progetti presentati da altrettanti comuni della provincia di Lecco solo Paderno ha ottenuto un finanziamento di 60mila euro da parte del ministero dell`Interno per iniziative sulla sicurezza. Si tratta di un importante riconoscimento, nonché di un aiuto economico non indifferente, che va a premiare il lavoro svolto dal comandante di polizia locale, dottoressa Monica Pezzella, che ha curato e redatto il progetto, seguendo le indicazioni del sindaco Valter Motta. Per la verità anche gli altri tre comuni consorziati (Robbiate, Verderio Inferiore e Superiore) avevano presentato delle bozze di intervento in materia di sicurezza con l`installazione di videocamere e colonnine del soccorso nei punti “sensibili” dei paesi e collegati direttamente con le centrali del 112 e della polizia locale. L`intervento su Paderno, tuttavia, potrebbe essere risultato meritevole del finanziamento per la sua particolarità in quanto mirato a monitorare la situazione nei pressi del ponte sull`Adda. Il San Michele, infatti, è divenuto ormai tristemente noto per la lunga catena di suicidi che si sono consumati, con persone di ogni età gettatesi nel vuoto. Il progetto che sarà attuato prevede l`installazione di una telecamera nei pressi dell`imbocco del ponte: pur non potendo attuare una videosorveglianza h24 con una persona fissa davanti al monitor, sarà tuttavia possibile godere di un primo punto di osservazione privilegiato, che ora non esiste, controllando la situazione, anche del traffico, almeno in determinate fasce della giornata e intervenendo così in maniera tempestiva al minimo segnale di pericolo.

Il sindaco di Paderno Valter
Motta |
Soddisfatto il sindaco Valter Motta che il prossimo 22 dicembre si recherà in prefettura per la firma della convenzione davanti al prefetto dr. Nicola Prete. Da quel momento bisognerà attendere solamente il passaggio di soldi dal ministero sino alla “succursale lecchese”, che tuttavia dovrebbe avvenire con tempistiche abbastanza brevi. Poi, entro sei mesi, l`installazione sarà completata e funzionante.

Il prefetto Nicola Prete e il
capo di gabinetto dr. Stefano
Simeone |
Come dicevamo i progetti presentati sono stati 11 e a vagliarli, per la fase istruttoria, è stato il dr. Stefano Simeone, capo di Gabinetto della Prefettura. Un lavoro complesso e delicato che dopo aver “accettato” i progetti li ha passati alla valutazione ufficiale del coordinamento per la sicurezza e l`ordine pubblico presieduto dal prefetto Nicola Prete. Verificati gli obiettivi, l`attinenza con il bando e la fattibilità i progetti sono stati poi inviati al Ministero per la parola finale che si è conclusa, appunto, con l`esito positivo di Paderno.
Per visionare il documento integrale (clicca qui)
S.V.
Lista Uffici Giudiziari di Competenza per il Comune di PADERNO D'ADDA:
Nascerà grazie alla volontà di alcuni padernesi di fare qualcosa di concreto in ambito culturale, turistico e associazionistico. Il comune di Paderno d`Adda avrà la sua Pro Loco a partire dai primi mesi del prossimo anno. "Se ne parla da parecchi anni e finalmente un gruppo di giovani attivi tra consulte comunali e oratorio si è messo all`opera" ha spiegato Antonio Radice, uno dei promotori del gruppo e probabile primo presidente pro tempore. "Il 4 gennaio 2010 sarà costituita ufficialmente l`associazione e dal 9 gennaio saranno aperte le iscrizioni presso la nuova sede all`interno del centro sportivo comunale in Via Francesco Airoldi. Il 7 febbraio si riunirà l`assemblea dei soci e si volgeranno le elezioni per le cariche istituzionali e il consiglio di amministrazione, composto da 11 membri". La Pro Loco di Paderno d`Adda affiancherà gli assessori comunali, le associazioni del territorio e il gruppo sportivo in attività volte allo sviluppo culturale e turistico del paese.
Paderno: cancello comunale
urtato da un`auto, la Pl indaga
Un incidente che ha tutta l`aria di un gesto deliberato contro l`
amministrazione comunale o uno dei suoi esponenti. Nella notte tra venerdì 27 e
sabato 28 novembre un`autovettura ha urtato violentemente contro il cancello del
palazzo comunale che dà direttamente su Piazza della Vittoria a Paderno,
danneggiandolo. "Il cancello viene lasciato aperto per metà per non consentire
l`accesso al cortile interno alle autovetture" ha spiegato il vice sindaco Renzo
Rotta "Alle ore 24.00 si chiude automaticamente. L`urto con la vettura ha
danneggiato i braccetti idraulici che comandano l`apertura e la chiusura
attraverso un comando elettrico. Sono stati i dipendenti comunali ad accorgersi
del danno nella mattinata di sabato". La polizia locale sta visionando i filmati
delle telecamere poste a sorveglianza dell`ingresso. "Confidiamo di scoprire chi
possa essere stato e quali motivazioni lo abbiano spinto ad un tale gesto contro
l`amministrazione. È difficile credere che sia stato un incidente, neppure in
presenza di un tasso alcolico elevato". Il cancello dovrà essere riparato per
consentirne la chiusura notturna.
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